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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2007 Maggio;56(5):253-65

lingua: Inglese, Italiano

Valutazione bidimensionale vs valutazione tridimensionale dei tessuti molli del profilo facciale: studio non invasivo nei bambini sani di 6 anni

Sforza C., Dimaggio F. R., Dellavia C., Grandi G., Ferrario V. F.

Functional Anatomy Research Center (FARC) Laboratory of Functional Anatomy of the Stomatognathic Apparatus (LAFAS) Department of Human Morphology Faculty of Medicine and Surgery University of Milan, Milan, Italy


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Obiettivo. Nella pratica medica, l’analisi dei tessuti molli della faccia spesso completa (o anche sostituisce) la valutazione dei tessuti scheletrici. La tecnologia consente oggi di avere dati di riferimento nelle tre dimensioni, ma nella pratica clinica vengono ancora usate fotografie bidimensionali. In questo studio sono stati confrontati angoli tridimensionali ottenuti con un sistema computerizzato e angoli bidimensionali misurati su fotografie relativi ai profili facciali di bambini.
Metodi. Angoli bidimensionali (convessità facciale compreso/ escluso il naso; prominenza mascellare; prominenza nasale; angoli nasolabiale, mentolabiale, maxillo-labio-mandibolare, interlabiale) sono stati ottenuti sulle fotografie facciali di profilo di 55 bambini e 31 bambine di 6 anni; le misure sono state confrontate con i valori tridimensionali computerizzati raccolti su 27 bambini e 28 bambine della stessa età e gruppo etnico.
Risultati. Nei bambini, solo per gli angoli di convessità facciale compreso il naso, interlabiale, nasolabiale e maxillo-labio-mandibolare le medie sono risultate con differenze maggiori di 2 gradi (fino a 2,5 gradi). Sono trovate differenze significative (P<0.05, test di Watson-Williams) per gli angoli di convessità facciale compreso il naso e di prominenza mascellare. Nelle bambine, sono state osservate differenze fra i due metodi maggiori di 2 gradi per gli angoli interlabiale, maxillo-labio-mandibolare (statisticamente significativo), e mento-labiale (differenze fino a 7 gradi, pari al 4% della media).
Conclusioni. Le misure bidimensionali fotografiche e quelle tridimensionali computerizzate confrontate in questo studio, sebbene non identiche, sembrano sufficientememte interscambiabili, almeno da un punto di visto clinico. Si deve controllare particolarmente la posizione delle labbra.

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