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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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NOTE DI TECNICA  


Minerva Stomatologica 2007 Aprile;56(4):231-5

lingua: Inglese

Filo di Kirschner quale guida per la ricostruzione secondaria delle deformità zigomatiche. Nota di tecnica

Zillo Martini M., Takeshi Saiki C. E., Pessanha Veloso B., Rodrigues Acay R., Pereira de Carvalho Júnior J.

Oral and Maxillofacial Surgery Unit Hospital Municipal “Dr. Carmino Caricchio” Tatuapé, São Paulo, Brazil


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Le fratture del complesso zigomatico non trattate correttamente possono portare a un allargamento del volto, alla perdita della proiezione zigomatica, all’aumento del volume orbitario, alla diplopia, all’enoftalmia, alla neuroprassia del nervo infraorbitario e a un’apertura limitata della bocca. Di conseguenza, il trattamento di queste sequele richiede una pianificazione accurata, con approcci che valutino il grado di dislocazione esistente, il riposizionamento osseo e la necessità di un trapianto. L’intervento chirurgico è difficile a causa della mancanza di riferimenti anatomici che possano guidare il riposizionamento osseo. Nella letteratura scientifica sono state descritte alcune tecniche alternative per valutare il grado di dislocazione ossea e la necessaria correzione che deve essere eseguita. Crediamo che un gran numero di riferimenti anatomici possano contribuire a un risultato finale migliore. L’obiettivo di questo lavoro è presentare una tecnica semplice che utilizza tre fili di Kirschner come parametri guida spaziali che sono di aiuto per la ricostruzione secondaria delle fratture del complesso zigomatico. Dopo aver eseguito un’osteotomia, diviene possibile paragonare e trasferire le misure dell’osso zigomatico non fratturato a quello fratturato per ristabilire un adeguato posizionamento anatomico. Questo approccio viene proposto come utile strumento per ottenere un riferimento tridimensionale, che favorisce un miglior riposizionamento osseo.

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