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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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CASI CLINICI  


Minerva Stomatologica 2006 Novembre-Dicembre;55(11-12):639-45

lingua: Inglese, Italiano

Xantoma verruciforme della mucosa orale. Descrizione di un caso clinico

Visintini E. 1, Rizzardi C. 2, Chiandussi S. 1, Biasotto M. 1, Melato M. 2, Di Lenarda R. 1

1 Department of Dental Sciences University of Trieste, Trieste, Italy
2 Unit of Pathology University of Trieste, Trieste, Italy


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Lo xantoma verruciforme è una rara lesione benigna ad eziologia e patogenesi ancora sconosciute, sebbene la presenza di processi infiammatori cronici potrebbero essere implicati nell’origine di questa patologia. Lo xantoma verruciforme si manifesta di solito come una piccola neoformazione a crescita lenta, sessile o peduncolata, con superficie ruvida e granulare.
Riportiamo di seguito un caso clinico di xantoma verruciforme del ventre linguale in paziente maschio di 24 anni. La lesione era stata notata per la prima volta durante una visita odontoiatrica di routine e si presentava come una neoformazione bianca, verrucosa, di consistenza duro-fibrosa. È stata eseguita inizialmente una biopsia incisionale e, in un secondo momento, l’escissione in toto della lesione. L’esame istologico e quello istochimico sono stati condotti utilizzando anticorpi CD68-KP1, CD68-PG-M1, alfa-1-antitripsina e vimentina, desmina, citocheratine, NSE e S-100.
L’esame istologico ha dimostrato la presenza di degenerazione dell’epitelio. Il tessuto connettivo delle papille era stato sostituito dalle cellule schiumose risultate positive per CD68-KP1, CD68-PG-M1, alfa-1-antitripsine e vimentina, negative per desmina, citocheratine, NSE e S-100. Le cellule schiumose erano caratterizzate da ampio citoplasma granulare e piccoli nuclei picnoici.
In accordo con la letteratura, l’analisi immunoistochimica ha confermato che le cellule schiumose avevano una probabile derivazione macrofagica; la degenerazione dell’epitelio potrebbe pertanto essere correlata alla patogenesi della lesione.

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