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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2006 November-December;55(11-12):599-609

lingua: Inglese, Italiano

Valutazione della capacità di emostasi del plasma ricco di piastrine in pazienti a rischio emorragico

Giuffrè G. 1, Caputo G. 1, Misso S. 2, Peluso F. 1

1 Unit of Maxillofacial Surgery and Odontostomatology San Sebastiano Hospital, Caserta, Italy
2 Unit of Immunohematology and Transfusion Medicine San Sebastiano Hospital, Caserta, Italy


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Obiettivo. Lo scopo di questo studio è stato valutare in pazienti in terapia anticoagulante il rischio di eventi emorragici, successivi a interventi di chirurgia orale, e testare la validità del gel piastrinico autologo per il controllo dell’emostasi.
Metodi. Duecento-otto pazienti (84 di sesso maschile, 124 di sesso femminile) in terapia con anticoagulanti orali, trattati con interventi di chirurgia orale, sono stati suddivisi in maniera random in 4 gruppi (A, B, C, D) da 52 pazienti ciascuno, utilizzando come criterio differenziale la strategia adottata per il controllo dell’emostasi. Nei primi 3 gruppi (A, B, C), i pazienti sono stati trattati chirurgicamente senza sospensione della terapia dicumarolica, ricercando l’emostasi rispettivamente attraverso l’utilizzo di plasma ricco di piastrine (PRP) e sutura (gruppo A), PRP spugne emostatiche e sutura (gruppo B), spugne emostatiche sutura e acido tranexamico (gruppo C); il gruppo D era costituito da pazienti sottoposti a intervento chirurgico previa sospensione della terapia dicumarolica prima dell’intervento e sua sostituzione con calcioeparina.
Risultati. L’utilizzo del PRP negli alveoli postestrattivi (gruppi A e B) ha determinato un’ottima capacità emostatica con risultati sovrapponibili ai pazienti di gruppo D (gruppo controllo). Mantenendo inalterata la terapia anticoagulante prima dell’intervento, è stato possibile ridurre la degenza ospedaliera e annullare il rischio di tromboembolismo. Nel gruppo C (19 soggetti di sesso maschile), solo 6 pazienti (11,5%) avevano una così buona capacità emostatica sia immediata sia a distanza da consentire la dimissione in seconda giornata postoperatoria.
Conclusioni. I risultati ottenuti in questo studio sono molto incoraggianti per un impiego routinario del PRP in sede di lesione nei pazienti in terapia cumarinica.

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