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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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CASI CLINICI  


Minerva Stomatologica 2006 July-August;55(7-8):465-70

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Paralisi del nervo facciale dopo trauma mandibolare. Descrizione di un caso clinico

Zillo Martini M. 1, Gomes De Oliveira Neto H. 2, Takahashi A. 3, Pardo Kaba S. C. 4, Shinohara E. H. 5

1 Department of Oral and Maxillofacial Surgery Dr. Carmino Caricchio Municipal Hospital Tatuapé, São Paulo, Brazil 2 Department of Oral and Maxillofacial Surgery Vila Penteado General Hospital, São Paulo, Brazil 3 Department of Oral and Maxillofacial Surgery School of Dentistry Ponta Grossa State University (UEPG) Paraná, Brazil 4 Department of Oral and Maxillofacial Surgery School of Dentistry University of Santo Amaro (UNISA) São Paulo, Brazil 5 School of Dentistry São Paulo State University (USP) São Paulo, Brazil


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Una forza notevole applicata posteriormente alla mandibola, che provochi una frattura, può anche spostare il condilo mandibolare in direzione del canale uditivo esterno o superiormente in direzione della fossa mandibolare, provocando la sua penetrazione nella fossa cranica media o persino la frattura dell’osso temporale. Descriviamo il caso di un paziente di sesso maschile di 30 anni che è rimasto vittima di un incidente in bicicletta, che ha provocato la comparsa immediata di paralisi dei muscoli mimici facciali sinistri. L’esame obiettivo evidenziava la presenza di ecchimosi post-auricolare sinistra, diminuzione del tono muscolare dell’angolo sinistro della bocca e difficoltà di chiusura dell’occhio sinistro. Non erano presenti segni clinici di fratture delle ossa facciali. L’esame neurologico e la tomografia computerizzata hanno evidenziato la frattura dell’osso temporale sinistro con paralisi totale dei muscoli mimici facciali. Il paziente è stato quindi affidato ai neurologi per la valutazione del caso ed essi hanno optato per un trattamento conservativo. Dopo 3 mesi il paziente ha mostrato un evidente miglioramento, con ritorno alla quasi normalità dei movimenti legati ai muscoli mimici facciali. Vengono discussi i dettagli relativi alla dinamica dell’incidente e al trattamento.

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