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ULTIMO FASCICOLOMINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale

Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index

Periodicità: Bimestrale

ISSN 0926-4970

Online ISSN 1827-174X

 

Minerva Stomatologica 2006 Maggio;55(5):297-305

 ARTICOLI ORIGINALI

Studio comparativo in vitro della citotossicità di due resine composite per uso ortodontico

Nocca G. 1, Chimenti C. 2, Parziale V. 2, Gambarini G. 3, Giardina B. 1,4 , Lupi A. 4

1 Institute of Biochemistry and Clinical Biochemistry, Faculty of Medicine, Catholic University, Rome, Italy
2 Department of Surgical Sciences, School of Dentistry, University of L'Aquila, L'Aquila, Italy
3 Institute of Dentistry, Faculty of Medicine “La Sapienza” University, Rome, Italy
4 Institute of Chemistry of Molecular Recognition CNR, Section of Rome, Rome, Italy

Obiettivo. Numerosi studi hanno riportato che i materiali dentali costituiti da resine rilasciano sostanze con avversa attività biologica: per questa ragione gli effetti citopatici in vitro di due resine composite per uso ortodontico, una auto-polimerizzante ed una foto-polimerizzante, sono stati valutati in questo studio attraverso un saggio di citotossicità.
Metodi. Il potenziale citotossico dei campioni, preparati secondo le istruzioni del produttore, è stato valutato usando il saggio del tiazolil blu tetrazolio bromuro (MTT) sulla linea cellulare di fibroblasti di topo (3T3 Swiss) con due modalità di contatto tra cellule e materiale, il metodo degli estratti a 24 ore e quello della tossicità indiretta.
Risultati. I risultati ottenuti in questo studio con le due procedure sono strettamente in accordo e da essi si evince che, nelle condizioni sperimentali riportate, il materiale auto-polimerizzato esaminato è più citotossico di quello foto-polimerizzato.
Conclusioni. Da un punto di vista clinico le resine fotopolimerizzanti sono sicuramente più utili nella pratica quotidiana, vista la maggiore precisione di bondaggio che si ottiene utilizzando il maggiore tempo a disposizione per posizionare gli attacchi prima che questi vengano fissati. I risultati ottenuti in questo lavoro, pur nella doverosa considerazione dei limiti che caratterizzano i saggi in vitro, segnano un altro punto a favore per le resine composite fotopolimerizzabili; ulteriori studi riguardanti l’influenza della modalità di polimerizzazione dei materiali sugli effetti biologici sono peraltro auspicabili per contribuire alla determinazione delle migliori condizioni operative in ambito clinico.

lingua: Inglese, Italiano


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