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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2006 Maggio;55(5):289-96

lingua: Inglese, Italiano

Studio comparativo fra le diverse metodiche nel trattamento parodontale non chirurgico

Forabosco A., Spinato S., Grandi T., M. Prini M.

Department of Periodontology University of Modena and Reggio Emilia, Modena, Italy


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Nei pazienti affetti da parodontite lo scaling e il root planing (SRP) provocano la risoluzione delle manifestazioni visibili dell’infiammazione, il miglioramento della profondità di sondaggio, il guadagno e la stabilizzazione del livello di attacco 1-3. Il miglioramento dei parametri clinici ottenuto con SRP è il risultato della rimozione meccanica dei depositi batterici 4, 5. Inoltre, la batteremia che si instaura durante le manovre di SRP è in grado di attivare la risposta immunitaria 6, con conseguente miglioramento clinico supplementare. In passato gli strumenti ultrasonici non erano utilizzati nella rimozione della placca e del tartaro al di sotto del margine gengivale, prevalendo l’abitudine a rimuovere i depositi sottogengivali con strumenti manuali come le curette. Numerosi studi hanno smentito tale pratica, verificando l’assenza di differenze significative tra la rimozione della placca provocata dalla strumentazione manuale nei confronti di quella ottenuta attraverso le tecniche ultrasoniche 7-9. Il controllo meccanico della placca batterica può essere affiancato da una terapia antimicrobica farmacologica mediante l’utilizzo di antisettici topici. A tutt’oggi non esistono prove che una sostanza farmacologica possa sostituire i mezzi meccanici nel controllo dell’infezione parodontale 10, dunque questo tipo di presidi può essere utilizzato solamente come adiuvante, allo scopo di aumentare l’efficacia delle manovre di SRP. La rimozione meccanica del tessuto di granulazione nel parodonto profondo può essere incompleta e possono permanere nella tasca residui di placca e/o tartaro11-14. L’irrigazione sottogengivale con un agente antimicrobico può potenziare l’efficacia del trattamento uccidendo i batteri patogeni residui 15.
Lo scopo di questo lavoro è stato quello di valutare l’efficacia della strumentazione manuale e delle tecniche ultrasoniche (Odontoson M®) nel trattamento parodontale di SRP. È stata poi verificata l’importanza del ricorso, durante le manovre di scaling e root planing, all’irrigazione sottogengivale con una soluzione di iodio povidone al 10%. La valutazione dell’efficacia dei diversi trattamenti parodontali e dell’effetto adiuvante dello iodio povidone è stata eseguita verificandone l’impatto sul sanguinamento gengivale e sulla diminuzione della profondità di sondaggio, della mobilità dentale e della perdita di attacco.
Materiali e metodi
Pazienti
Sono stati selezionati 60 pazienti tra quelli in terapia presso il Dipartimento di Parodontologia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, Italia: 25 di sesso maschile e 35 di sesso femminile, di età compresa tra 35 e 65 anni.
Tutti i partecipanti sono stati informati circa lo studio e hanno compilato un consenso informato. Ciascun paziente mostrava una profondità di sondaggio (PD) ≥5 mm e la presenza di sanguinamento al sondaggio parodontale (BOP+) intorno ad almeno 7 denti. Gli individui sono stati esclusi dallo studio se si verificava una o più delle condizioni riportate di seguito: 1) trattamento parodontale negli ultimi 3 mesi; 2) assunzione di antibiotici negli ultimi 2 mesi; 3) patologie sistemiche in grado di influire sul decorso e la gravità della malattia parodontale; 4) anamnesi positiva per il fumo negli ultimi 5 anni.
I pazienti sono stati divisi in modo random in 3 gruppi:
— il Gruppo 1 (Gs1) comprendeva 20 pazienti che sono stati sottoposti a curettage utilizzando le curette di Gracey;
— il Gruppo 2 (Gs2) comprendeva 20 pazienti che sono stati trattati con scaling e root planing mediante ablatore ultrasonico (Odontoson M®) 16 irrigato con NaCl2;
— il Gruppo 3 (Gs3) comprendeva 20 pazienti che sono stati sottoposti a scaling e root planing con ablatore ultrasonico (Odontoson M®) irrigato con una soluzione contenente il 90% di NaCl2 e il 10% di iodio povidone.
Metodi
Lo scaling e il root planing è stato ripetuto nello stesso modo in ciascun gruppo di studio dopo 30 giorni. Il trattamento è stato eseguito da 2 operatori ed è stato standardizzato. Per ciascun paziente sono state studiate le variazioni della PD, del BOP, della mobilità dentale (secondo la scala di Miller), della perdita di attacco parodontale (PAL). Tutti i parametri clinici sono stati registrati da un igienista che non era al corrente del disegno e dello scopo dello studio. Il sondaggio parodontale è stato effettuato con sonda di Williams, calcolando la distanza tra il fondo della tasca e il margine gengivale per la valutazione di PD, tra il fondo della tasca e la giunzione amelo-cementizia per la misurazione di PAL, nei 4 siti intorno a ciascun dente (mesio-vestibolare, disto-vestibolare, mesio-palatale/linguale, disto-palatale/linguale). BOP è stato considerato positivo (BOP+) o negativo (BOP) se il sanguinamento compariva in almeno una delle quattro superfici (mesio-vestibolare, disto-vestibolare, mesio-palatale/linguale, disto-palatale/linguale) dei denti considerati in ciascun paziente entro 15 secondi dal sondaggio.
Le misurazioni dei parametri clinici sono state effettuate prima del trattamento (T0), dopo 30 giorni (T1), dopo 90 giorni (T2) ed, infine, dopo 120 giorni dal trattamento (T3).
In questo studio sono stati considerati solo i denti monoradicolati perché l’eventuale sondaggio delle forcazioni dei molari interessate determina l’introduzione di un ulteriore indice di valutazione e perché il curettage delle forcazioni risulta difficoltoso e scarsamente standardizzabile. Sono stati esclusi dallo studio anche i denti che presentavano una sovrastruttura protesica e quelli che erano ancorati ad altri denti tramite splintaggio; in entrambi i casi non era possibile valutare in modo corretto PD e la mobilita dentale.
Analisi statistica
Infine, è stata effettuata l’elaborazione statistica ANOVA univariata per valutare la significatività delle variazioni dei parametri clinici considerati (PD, BOP, mobilità dentale, PAL) tra i gruppi Gs1, Gs2 e Gs3. E’ stato accettato come statisticamente significativo un valore di P<0,05. I dati sono stati calcolati tramite supporto informatico SPSS per Windows.
Risultati
Profondità di sondaggio (PD)
La profondità di sondaggio media fra T0 e T1 è diminuita del 20,6% nel gruppo Gs1, del 29,8% in Gs2, del 44,8% in Gs3, mentre fra T0 e T3 abbiamo assistito ad una sua diminuzione rispettivamente del 15,5%, del 20,6% e del 31,03%. La figura 1 mostra le variazioni dei valori medi di PD nei 3 gruppi di studio. Sono state riscontrate differenze statisticamente significative tra i 3 gruppi esaminati. Gs3 ha mostrato una riduzione di PD più marcata rispetto a Gs1 sia dopo 30 giorni (P<0,001), sia dopo 120 giorni dal trattamento (P<0,001).
Anche Gs2 ha ottenuto risultati migliori rispetto a Gs1 sia a T1 (P<0,05), sia a T3 (P<0,028). Non sono state osservate, invece, differenze significative tra Gs2 e Gs3.
Sanguinamento al sondaggio (BOP)
Già prima di effettuare il secondo trattamento a T1 la maggior parte dei pazienti non presentavano sanguinamento al sondaggio. Dopo 120 giorni, però, i pazienti di Gs3 rimanevano gli unici ad avere un’alta percentuale di BOP- (80%), a differenza dei pazienti di Gs1 (40%) e Gs2 (50%).
Mobilità dentale
La mobilità dentale è diminuita in tutti i pazienti e si è stabilizzata nel tempo. La figura 2 mostra le variazioni dei valori medi della mobilità dentale nei 3 gruppi di studio. Non sono state rilevate differenze statisticamente significative tra Gs1 e Gs2. Gs3 ha mostrato una riduzione della mobilità dentale maggiore rispetto a Gs1 e a Gs2 in maniera statisticamente significativa sia a T1 (P<0,02) sia a T3 (P<0,043).
Perdita di attacco (PAL)
Il guadagno di attacco parodontale è stato minimo e sovrapponibile per Gs1 e Gs2; per Gs3 sono stati registrati risultati migliori sia a T1 (P<0,03) sia a T3 (P<0,011). La figura 3 mostra le variazioni dei valori medi di PAL nei 3 gruppi di studio.
Discussione
La rimozione meccanica della placca e del tartaro sottogengivali rappresenta un trattamento essenziale in parodontologia e può essere ottenuta utilizzando metodiche diverse, come dimostra questo studio. L’efficacia degli strumenti ultrasonici è sovrapponibile a quella degli strumenti manuali. Non abbiamo infatti rilevato differenze statisticamente significative nella diminuzione della mobilità dentale e nel guadagno di attacco clinico tra Gs1 e Gs2. Tuttavia, i pazienti trattati con Odontoson M® hanno mostrato la tendenza ad un miglioramento più marcato di PD e BOP. Nel gruppo Gs3, invece, abbiamo riscontrato differenze statisticamente significative nei risultati ottenuti rispetto agli altri gruppi trattati. Il trattamento con Odontoson M® irrigato con una soluzione di iodio povidone al 10% ha portato ad un miglioramento più evidente dei parametri clinici studiati. Tale terapia è risultata più efficace anche nel mantenimento a lungo termine.
In passato si riteneva che le endotossine dei batteri subgengivali gram-negativi si annidassero in profondità nel cemento radicolare 17. Di conseguenza le radici del dente parodontosico dovevano essere levigate accuratamente per rimuovere tutte le endotossine batteriche 18. Le radici lisce e levigate rappresentavano l’end-point delle manovre di scaling e root planing. Tali procedure spesso provocavano una caratteristica forma radicolare a clessidra dei denti, ipersensibilità per il paziente e occasionalmente esposizioni pulpari 19. La terapia ultrasonica rappresenta un’alternativa valida alla strumentazione manuale nel trattamento parodontale non chirurgico 20. Essa non è in grado di rimuovere l’epitelio ulcerato, né tutto il cemento rammollito. Tuttavia non vi è alcun vantaggio nei processi di riparazione rimuovendo l’epitelio infiammato con gli strumenti manuali 21, nè la rimozione del cemento radicolare determina un miglioramento della guarigione 22. Kocher 23 ha osservato che la strumentazione manuale di scaling e root planing è influenzata fortemente dall’esperienza e dalla manualità dell’operatore. Al contrario, la metodica con ultrasuoni risulta più facile determinando una rimozione dei depositi subgengivali più efficace anche da parte di un operatore inesperto. L’utilizzo degli strumenti ultrasonici porta ad una riduzione del tempo impiegato per il trattamento del 20-50% e dunque ad un minor disagio per il paziente 9.
I risultati del nostro studio, in accordo con i dati della letteratura 24, 25, mostrano che l’associazione di una terapia antisettica con una soluzione di iodio povidone al 10% alla strumentazione ultrasonica delle tasche parodontali è in grado di migliorare i risultati clinici di quest’ultima. Lo iodio povidone possiede attività battericida contro batteri gram-positivi, gram-negativi, funghi, virus e protozoi 10. Tale soluzione mostra un buon effetto antibatterico nei confronti di Porphyromonas gingivalis, Fusobacterium nucleatum, Actinobacillus actinomycetemcomitans, Eikenella corrodens con un tempo di contatto di 15 secondi circa 26. La quantità di spirochete e microrganismi mobili risulta ridotta ancora dopo 26 settimane dall’irrigazione 27. Questi effetti antibatterici, tuttavia, si traducono in modesti miglioramenti dei risultati clinici e pertanto la sua attività antisettica in parodontologia, seppur promettente, necessita ancora di conferme in ulteriori studi.
Conclusioni
In conclusione, l’efficacia dello scaling e del root planing effettuato con strumenti manuali è risultata sovrapponibile all’efficacia della terapia eseguita con Odontoson M®. L’utilizzo dello iodio povidone come antisettico coadiuvante nella strumentazione delle tasche parodontali ha determinato risultati migliori per tutti i parametri clinici considerati (PD, BOP, mobilità dentale, PAL) e, pertanto, riteniamo consigliato il suo utilizzo.
Riassunto
Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro è stato quello di confrontare l’efficacia della strumentazione manuale e delle tecniche ultrasoniche (Odontoson M®) nella rimozione della placca e del tartaro subgengivale. È stata poi verificata l’importanza dell’utilizzo di una soluzione di iodio povidone al 10% come irrigante durante la strumentazione ultrasonica delle tasche parodontali.
Metodi. Sessanta soggetti parodontopatici di età compresa tra 35 e 65 anni, non fumatori, sono stati suddivisi in modo random in 3 gruppi [Gs1, Gs2, Gs3], di 20 pazienti ciascuno. Gs1 è stato sottoposto a curettage manuale, Gs2 ha ricevuto un trattamento con Odontoson M®, Gs3 è stato trattato con Odonto-son M® irrigato con una soluzione di iodio povidone al 10%. Per ciascun paziente sono state studiate le variazioni di profondità di sondaggio, di sondaggio parodontale, della mobilità dentale e di perdita di attacco parodontale prima del trattamento, dopo 30 giorni, dopo 90 giorni e dopo 120 giorni.
Risultati. Non sono state osservate differenze statisticamente significative tra Gs1 e Gs2. Nel gruppo Gs3 il miglioramento dei parametri clinici studiati è risultato più evidente e ha portato a differenze statisticamente significative rispetto agli altri gruppi trattati.
Conclusioni. L’efficacia degli strumenti ultrasonici è sovrapponibile a quella degli strumenti manuali per la rimozione dei depositi sottogengivali. L’utilizzo dello iodio povidone come antisettico topico aumenta significativamente l’efficacia dei trattamenti parodontali non chirurgici.

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