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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2006 Marzo;55(3):99-113

lingua: Inglese, Italiano

La neurosedazione in odontoiatria del paziente disabile: l’impiego di Midazolam, Propofol e Remifentanil

Collini S. 1, Pinto G. 1, Lejeune L. 1, Di Carlo S. 1, Meloncelli S. 1, Barraco G. 2, Gatto R. 3

1 Department of Anesthesia and Resuscitation 2nd Faculty of Medicine and Surgery La Sapienza University, Rome, Italy
2 Dentistry and Stomatology Unit University of Perugia, Perugia, Italy
3 Pedodontics Unit University of L’Aquila, L’Aquila, Italy


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Obiettivo. Il presente studio, randomizzato prospettico, si riferisce alla neurosedazione in odontoiatria di 200 pazienti disabili non collaboranti, divisi in 4 gruppi di 50 pazienti ciascuno tutti di sesso maschile, di età compresa tra 28 e 59 anni (39 ± 11), ASA I - III.
Metodi. I farmaci impiegati sono stati il midazolam (gruppo MID), il propofol (gruppo PROP) e il remifentanil (gruppo REMI). Midazoalm e propofol sono stati utilizzati secondo una sequenza bolo-infusione sia da soli che in associazione tra loro (gruppo MID/PROP) e con un oppioide, il remifentanil (gruppo MID/PROP/REMI).
ECG, frequenza cardiaca, non-invasive blood pressure (NIBP), SaO2 ed EtCO2 sono stati monitorizzati durante le procedure e sono stati riportati i tempi di induzione, di durata della sedazione, di recupero e di dimissione.
Risultati. L’elaborazione statistica ha evidenziato una superiorità del gruppo PROP per quanto riguarda i tempi di induzione in minuti (3,1 ± 0,5) nei confronti del gruppo MID (10,6 ± 2,1), MID/PROP (4,3 ± 1,3) e MID/PROP/REMI (3,7 ± 1,2). I tempi di recupero e di dimissione hanno confermato la superiorità del gruppo MID/PROP/REMI nei confronti degli altri 3 gruppi.
Conclusoni. Tale associazione ha permesso di sfruttare al meglio le caratteristiche sinergiche dei singoli farmaci, riducendo gli effetti collaterali di ciascuno di essi.

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