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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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NOTE DI TECNICA  


Minerva Stomatologica 2005 Ottobre;54(10):601-10

lingua: Inglese, Italiano

Gestione dei pilastri protesici nel rispetto dei tessuti molli peri-implantari

Ceruti P., Lorenzetti M., Barabino E., Menicucci G.


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Le caratteristiche e il comportamento dei tessuti molli parodontali e peri-implantari (fenotipo, dimensione della mucosa, ampiezza biologica) sono per molto aspetti simili.
Anche nei tessuti peri-implantari il sigillo mucoso che protegge la cresta ossea occupa uno spazio biologico che rimane dimensionalmente costante ed è localizzato apicalmente al gap esistente tra l'impianto e il pilastro protesico, fondamentalmente a causa del trauma meccanico indotto a questo livello dalle manovre protesiche di avvitamento e svitamento, delle deformazioni meccaniche che ne inducono l'apertura sotto carico funzionale e della colonizzazione batterica cui è soggetto questo spazio.
Al fine di limitare gli effetti del gap sulla stabilità dei tessuti molli peri-implantari possiamo adottare accorgimenti sia a livello chirurgico che a livello protesico: si deve prediligere il posizionamento sopracrestale dell'impianto, ridurre al minimo il gap pilastro-impianto e adottare una tecnica protesica che comporti un numero ridotto di manovre.
Viene descritto un caso clinico in cui si utilizza il pilastro Gingi-hue (3I Implant Innovation): l'ampiezza del gap all'interfaccia tra impianto e pilastro è inferiore ai 2 mm e l'angolo di rotazione tra impianto e pilastro è di soli 0.4°.
Questo consente di utilizzare il pilastro come transfer, riducendo sensibilmente gli errori di trasferimento trasmessi al laboratorio.
I pilastri vengono avvitati sugli impianti dopo il secondo tempo chirurgico e utilizzati come transfer da impronta; tali pilastri, preparati in laboratorio, sono così serrati definitivamente la seduta successiva all'impronta. Da questo momento in poi i tessuti peri-implantari non verranno più disturbati dalle manovre protesiche di avvitamento e di svitamento.

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