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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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CASI CLINICI  


Minerva Stomatologica 2005 October;54(10):583-92

lingua: Inglese, Italiano

Trattamento di forcazioni mandibolari di grado II con amelogenine e osso autologo. Descrizione di 2 casi

Aimetti M., Pigella E., Romano F., Debernardi C.


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Con questo studio preliminare abbiamo voluto valutare l'efficacia clinica dell'associazione di amelogenine e innesto di osso autologo nel trattamento di forcazioni mandibolari di grado II.
L'analisi è stata condotta con criterio randomizzato caso-controllo su 2 pazienti che presentavano 2 difetti controlaterali di grado II a livello delle forcazioni vestibolari dei molari inferiori. Un difetto è stato trattato con amelogenine e osso autologo (sito test) mentre quello controlaterale con open flap debridement (sito controllo).
Al baseline e a distanza di 12 mesi dall'intervento chirurgico sono stati rilevati gli indici di placca e di sanguinamento (full-mouth plaque score, FMPS e full-mouth bleeding score, FMBS), la profondità di sondaggio (probing depth, PD), il livello di attacco clinico (clinical attachment level, CAL) e la recessione (REC) ed è stata eseguita una radiografia periapicale dell'area interessata. A distanza di 12 mesi è stata anche effettuata la riapertura chirurgica.
I siti test sono andati incontro a una riduzione della PD orizzontale e a un riempimento osseo radiografico del difetto superiori a quelli evidenziati nei siti controllo. Non si è, però, ottenuta una completa chiusura del difetto in nessun sito trattato. Alla riapertura tessuto duro non sondabile riempiva parzialmente le forcazioni trattate con amelogenine, mentre tessuto epitelio-connettivale era presente in quelle trattate con chirurgia convenzionale.
Tali risultati indicano che il trattamento delle forcazioni mandibolari di grado II con amelogenine e innesto osseo autologo potrebbe portare a un significativo miglioramento clinico. Sono necessarie ulteriori sperimentazioni su campioni numericamente più ampi e valutazioni a lungo termine a conferma dei risultati ottenuti.

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