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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2005 Marzo;54(3):129-38

lingua: Inglese, Italiano

Analisi comparativa in vitro della deformazione di due sistemi antirotazionali implanto-protesici nella fase di inserimento implantare

Bambini F., Memè L., Pellecchia M., Sabatucci A., Selvaggio R.


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Obiettivo. L'interfaccia tra impianto e pilastro implantare rappresenta un elemento strutturale di estrema importanza ai fini della conservazione della stabilità del sistema implanto-protesico e della prevenzione di complicazioni meccaniche in grado di compromettere il successo a lungo termine del trattamento implantare.
Metodi. Per questo studio sono stati analizzati 2 tipi di impianto che presentano un differente sistema antirotazionale, rispettivamente ad ottagono interno ed a esagono esterno. Diversi impianti sono stati inseriti sino al collo implantare in un supporto di resina trasparente e quindi sottoposti a diverse intensità di torque controllato.
Risultati. Cinque impianti ad ottagono interno sono stati sottoposti a livelli di intensità di torque pari a 12 Ncm, 21 Ncm, 27 Ncm, 36 Ncm, 42 Ncm per un tempo di 60 secondi. Due impianti ad esagono esterno sono stati poi sottoposti per 60 secondi ad un torque pari a 27 Ncm e 36 Ncm. Dopo il ciclo di torque e l'esecuzione della doratura elettrochimica,ogni impianto e' stato fotografato a medio e forte ingrandimento per mezzo di un microscopio elettronico a scansione (SEM) al fine di valutare il grado di deformazione dei 2 diversi sistemi antirotazionali.
Conclusioni. L'analisi al SEM dei sistemi antirotazionali ad ottagono interno ed a esagono esterno ha dimostrato l'induzione di livelli di deformazione crescente in rapporto al torque esercitato durante l'inserimento chirurgico. L'alterazione della geometria del sistema antirotazionale è risultata tale da comprometterne la funzionalità per valori di torque pari o superiori a 36 Ncm. È stata inoltre evidenziata una più marcata deformazione indotta da una forza di torsione pari a 27 Ncm sul sistema di connessione esagonale rispetto al sistema ottagonale interno.

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