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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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NOTE DI TECNICA  


Minerva Stomatologica 2005 January-February;54(1-2):99-110

Copyright © 2004 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese, Italiano

Riempimento subantrale con utilizzo di un blocchetto di osso eterologo deantigenato e inserimento immediato di una fixture

De Biase A., Guerra F., Cipriano L., Lamazza L., Tucci E.


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Obiettivo. Una terapia implantare di successo si basa su una sufficiente quantità di osso disponibile. La zona latero-posteriore del mascellare rappresenta spesso una zona difficilmente fruibile per una terapia implantare di routine nel paziente con una lunga storia di edentulia. Le procedure standardizzate di rialzo di seno mascellare rappresentano un traguardo nella terapia riabilitativa implanto-protesica. Nel vasto panorama di materiali da innesto utilizzati in questo tipo di procedure, gli Autori hanno voluto valutare l'affidabilità di osso eterologo deantigenato.
Metodi. In un caso di atrofia ossea mascellare di divisione SA3 (di Misch) è stato effettuato l'innesto di osso eterologo deantigenato e contestualmente il posizionamento di una fixture; si è atteso 1 anno di tempo per l'integrazione dell'innesto e l'osteointegrazione della fixture; prima della finalizzazione protesica si è effettuato un prelievo bioptico nella sede dell'innesto al fine di valutare istologicamente l'integrazione dell'innesto stesso.
Risultati. L'analisi istologica effettuata a distanza di 1 anno e le evidenze radiografiche mostrano la formazione di tessuto osteoide integrato con il tessuto osseo circostante, raggiungendo la maturità ossea mediante calcificazione. A fronte di un tempo più lungo per l'integrazione dell'innesto, si è evidenziato il vantaggio di un unico accesso chirurgico e della conseguente riduzione del timing operatorio.
Conclusioni. I risultati radiologici e istologici portano gli Autori a ritenere l'osso eterologo da loro testato una valida alternativa all'osso autologo, soprattutto in quei pazienti in cui è preferibile evitare un secondo sito chirurgico per il prelievo di un innesto inlay.

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