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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2004 Ottobre;53(10):581-90

lingua: Inglese, Italiano

Obiettivi terapeutici e trattamento chirurgico delle fratture di condilo mandibolare: esperienza personale

Burlini D.


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Obiettivo. Viene eseguito uno studio retrospettivo del trattamento delle fratture condilari di mandibola eseguito negli anni 1996-2001 presso la Divisione di Chirurgia Maxillo-Facciale degli Spedali Civili di Brescia. Seguendo un protocollo classificativo delle fratture osservate e un protocollo terapeutico, e analizzando gli esiti a distanza di tempo, si è giunti a elaborare una personale valutazione sugli obiettivi terapeutici.
Metodi. Dal giugno 1996 al giugno 2001 sono stati trattati presso la Divisione di Chirurgia Maxillo Facciale dell'Azienda Spedali Civili di Brescia 179 casi di fratture di condilo mandibolare. Di tutti i 179 casi trattati venne fatta subito una distinzione fra casi «non chirurgici» (103 casi) e casi «chirurgici» (76 casi). I casi chirurgici vennero trattati tutti con la stessa tecnica. Tutti i pazienti trattati sono stati sottoposti a un trattamento riabilitativo funzionale finale e sono stati controllati ambulatorialmente a 20, 60, 90 giorni, 1 anno ed eseguito un controllo radiologico a 60 giorni. Delle 76 fratture condilari trattate sono stati richiamati a sorteggio 15 pazienti e sono stati sottoposti a indagine anamnestica, clinica e radiologica. Di ogni paziente è stata analizzato il tipo di frattura condilare di cui era portatore e se questa fosse associata ad altre fratture di mandibola. Sono stati presi in considerazione: l'età del paziente; se al momento del controllo presentava dolore in sede di intervento o in sede mandibolare; se presentava una normoocclusione e una laterodeviazione; se presentava esiti chirurgici del nervo facciale corrispondente al lato dell'intervento; quanto era la massima apertura; eventuali deficit radiologici; il tempo intercorso dall'intervento. Infine al paziente è stata chiesta un'autovalutazione sul risultato chirurgico, con un giudizio (sufficiente, buono e ottimo).
Risultati. Per il trattamento delle fratture di condilo mandibolare sono emerse le indicazioni chirurgiche assolute, che si possono così riassumere: fratture condilari di tipo II e IV della classificazione di Spiessl, cioè tutte le fratture condilari basse con dislocazione o spostamento; fratture condilari basse o alte con dislocazione mediale del condilo, cioè con dislocazione del frammento osseo sulla base cranica; trattamenti non chirurgici non eseguibili per motivi di salute del paziente; fratture di condilo associate ad altre fratture aperte del massiccio facciale. Anche l'utilizzo della fissazione rigida ha aiutato nel successo del trattamento, così come fondamentale risulta essere il ripristino della funzione mediante riabilitazione fisioterapica.
Conclusioni. Gli obiettivi della terapia condilare si possono così riassumere: ottenere una buona occlusione, eliminare il dolore, ottenere un'adeguata simmetria mandibolare, ottenere un buon movimento mandibolare sui 3 piani.

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