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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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REVIEW  


Minerva Stomatologica 2003 July-August;52(7-8):339-50

lingua: Inglese, Italiano

Eziopatogenesi delle attività parafunzionali del sistema stomatognatico

Manfredini D., Landi N., Romagnoli M., Cantini E., Bosco M.


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Esiste, tra i più autorevoli Autori, un largo consenso sull'importanza attribuibile alle parafunzioni nell'eziopatogenesi dei disordini temporomandibolari (DTM). I meccanismi attraverso i quali un'intensa attività parafunzionale esplichi la propria azione patogena sull'articolazione temporo mandibolare (ATM) e sulle strutture a essa correlate non sono stati ancora definitivamente chiariti; tuttavia, prima di indagare su tali meccanismi, è utile soffermarsi sulle cause che portano all'istaurarsi e/o all'aggravarsi di una parafunzione.
La teoria, un tempo molto diffusa, secondo la quale interferenze occlusali possono innescare un'iperattività dei muscoli masticatori mediante l'attivazione di meccanocettori parodontali, risulta oggi poco accreditata. Più recentemente si è affermata la teoria che attribuisce ai fenomeni di bruxismo e alle altre parafunzioni un'eziologia di tipo centrale. In tale contesto ha assunto notevole rilevanza il ruolo della componente psichica, per la quale, tra l'altro, è stato individuato, nel sistema limbico, l'anello di congiunzione a livello del sistema nervoso centrale (SNC). Tale ipotesi, se, da una parte, trova riscontro nella pratica clinica quotidiana, dall'altra non riesce a spiegare perché diversi pazienti, dopo terapie occlusali, denunciano l'aggravarsi di pregresse attività parafunzionali. Lo scopo di questo lavoro è di chiarire il problema mediante una revisione critica della letteratura e di indicare come le 2 teorie potrebbero conciliarsi nel complesso meccanismo che porta allo sviluppo e/o all'aggravamento di un'attività parafunzionale. Dall'analisi condotta emerge, a fronte di una ricchezza di opinioni e di impressioni cliniche sull'argomento, una carenza di studi associativi metodologicamente corretti e longitudinali controllati che consentano di chiarire l'effettiva importanza dei fattori psichici e/o occlusali nel determinismo delle attività parafunzionali.

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