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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2003 Giugno;52(6):261-6

lingua: Italiano

Esiti a distanza delle fratture zigomatico-orbito-mascellari. Analisi su 70 casi e revisione della letteratura

Nardi P., Acocella A., Acocella G.


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Obiettivo. Le fratture del complesso zigomatico-orbito-mascellare (ZOM) sono tra le più frequenti in chirurgia maxillo-facciale. Lo scopo di questo studio è di valutare, a distanza dal trattamento di questo particolare tipo di fratture, gli esiti a esse correlati.
Metodi. Abbiamo sottoposto a visita di controllo i pazienti operati di riduzione e contenzione di fratture ZOM in un periodo compreso tra il Febbraio 1998 e il Novembre 1999 presso l'Unità Operativa di Chirurgia Maxillo-Facciale di Firenze. Sono stati selezionati i casi nei quali si era utilizzata l'aggressione per via transorale con incisione nel fornice vestibolare superiore ed eventuale applicazione di mezzi di contenzione (pallone dei Foley e/o osteosintesi a filo o a placche e viti). In questi pazienti sono state valutate la presenza di deformità residue e di enoftalmo, la presenza di diplopia, l'eventuale compromissione dell'apertura orale, di flogosi della mucosa dei seni mascellari, e, soprattutto, l'incidenza di deficit sensitivi nel territorio di distribuzione del nervo infraorbitario e dei plessi dentali.
Particolare attenzione è stata posta alla valutazione della sensibilità dentale del lato interessato dall'evento traumatico per eventuale danno al plesso nervoso dentale.
Risultati. Dalla nostra ricerca risulta che gli esiti più frequenti sono stati la lesione del nervo infraorbitario e una percentuale più contenuta di altri esiti come deformità residue, enoftalmo e diplopia.
Conclusioni. In conclusione, almeno secondo i nostri dati, esiste sempre una significativa compromissione della sensibilità dei denti del lato leso soprattutto a carico dei settori anteriori.

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