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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 2003 Maggio;52(5):241-6

lingua: Italiano

Relazione tra ipogonadismo e malocclusione dentaria in pazienti affetti da beta-talassemia major. Studio su 122 pazienti

Piras V., Tuveri F., Dessì C., Pittau R., Origa R., Basile R., Muroni P. P., Pittau A.


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Obiettivo. Il tipo di malocclusione più frequente nella beta talassemia è rappresentato dalla II classe di Angle, che, tuttavia, non si presenta con significatività superiore alla nostra popolazione di controllo. La letteratura ha finora preso in considerazione come unici fattori causali l'effetto dei bassi regimi emoglobinici a cui sono sottoposti questi pazienti, il conseguente stimolo eritropoietico inefficace e l'iperplasia midollare. Scopo del nostro studio è valutare l'eventuale influenza statisticamente significativa di altri fattori e, in particolare, lo sviluppo sessuale, i livelli di ferritina serica, l'ALT, l'età della 1° trasfusione, lo sviluppo dell'occlusione dentaria nella popolazione talassemica.
Metodi. Sono stati analizzati 122 pazienti ß talassemici e 39 omozigoti di età compresa tra i 16 e i 27 anni in cura presso l'Ospedale Regionale per le Microcitemie di Cagliari.
Risultati. Il risultato dell'analisi statistica ha evidenziato che l'ipogonadismo può svolgere un ruolo importante nel determinare una malocclusione nei pazienti talassemici di sesso maschile (Odds ratio 4,5; IC 1,5-13). Nessun altro fattore ha mostrato un'influenza statisticamente significativa.
Conclusioni. Appare, dunque, necessario approfondire lo studio dei meccanismi ormonali in grado di alterare lo sviluppo scheletrico nei ragazzi talassemici: prevenire tali alterazioni contribuirà certamente a migliorare la qualità della vita di questi pazienti, in modo particolare oggi che i progressi delle terapie trasfusionali e della ferrochelazione ne hanno allungato in maniera importante l'aspettativa di vita.

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