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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
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Minerva Stomatologica 2003 January-February;52(1-2):1-8

Copyright © 2002 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Effetti in vitro su superfici implantari rugose di differenti strumentazioni in uso nella terapia chirurgica della peri-implantite

Espedito Di Lauro A., Morgese F., Squillace A., Ramaglia L.


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Obiettivo. Valutare gli effetti in vitro di diverse strumentazioni manuali o meccaniche su superfici implantari rugose rivestite in idrossiapatite o in plasma-spray di titanio.
Metodi. Sono stati utilizzati 14 impianti cilindrici con superficie rugosa, 7 rivestiti in idrossiapatite (HA) e 7 in plasma-spray di titanio (TPS) di cui 1 impianto in HA ed 1 impianto in TPS sono stati impiegati come controllo per ciascuna superficie. Gli impianti, suddivisi in 2 facce, per un totale di 24 superfici implantari sperimentali, sono stati trattati con punta ad ultrasuoni, curette in acciaio, curette in carbonio e getto aria-polvere. Le superfici trattate sono state valutate allo stereomicroscopio da esaminatori diversi e successivamente analizzate al microscopio elettronico a scansione.
Risultati. Tutte le procedure sperimentali hanno determinato un'alterazione delle superfici implantari rugose. Le punte a ultrasuoni e le curette in acciaio hanno modificato la topografia superficiale del rivestimento nella quasi totalità dei campioni osservati allo stereomicroscopio mentre le alterazioni indotte dalle curette in carbonio e dal getto aria-polvere sono state riscontrate rispettivamente nel 30% e nel 60% delle superfici strumentate. Il tipo di alterazione, strettamente dipendente dalla natura del materiale che riveste l'impianto e dalla procedura utilizzata, può consistere nell'asportazione del rivestimento o nella riduzione della rugosità di superficie. L'azione delle punte ad ultrasuoni, sebbene più demolitiva, è risultata più controllabile rispetto alle altre procedure.
Conclusioni. Le punte ad ultrasuoni potrebbero essere utilizzate con l'ausilio di sistemi ottici d'ingrandimento per limitare la strumentazione ad aree circoscritte e con depositi batterici estremamente aderenti o calcificati.

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