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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 1999 May;48(5):203-8

lingua: Italiano

Conseguenze dell'immobilizzazione dopo il trattamento delle fratture mandibolari

Romagnoli R., Bernardi M., Tagliente F., Aimetti M.


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Obiettivo. Lo scopo e lo studio è stato di verificare se la durata del blocco intermascellare in pazienti con fratture mandibolari non condilari possa interferire con il ripristino della funzione mandibolare e se vi sia una correlazione statisticamente significativa tra la durata dell'immobilizzazione articolare e l'insorgenza di patologie dell'articolazione temporo-mandibolare.
Metodi. Abbiamo valutato clinicamente 40 pazienti trattati per fratture mandibolari non condilari negli anni 1991-1992.
I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in funzione del tipo di trattamento e della durata del blocco intermascellare. Nel gruppo A vi erano pazienti trattati con blocco intermascellare esclusivo superiore a 25 giorni. Nel gruppo B pazienti trattati chirurgicamente con osteosintesi intrafocali e durata del blocco inferiore a 15 giorni.
Risultati. Al controllo a distanza (3,7 anni) la massima apertura nel gruppo A è stata in media di 45,1 mm contro i 50,1 mm del gruppo B.
Il punteggio medio di disfunzione clinica mandibolare nei pazienti del gruppo A è stato di 5,0 punti (DS±4,75) mentre nei pazienti del gruppo B è stato di 0,7 punti (DS±1,45). Tale differenza tra i due gruppi si è dimostrata statisticamente significativa (p<0,01).
Conclusioni. I risultati dello studio suggeriscono come l'immobilizzazione di mascellari nelle fratture mandibolari possa essere potenzialmente dannosa per l'articolazione temporo-mandibolare, esitando talvolta in sindromi algico disfunzionali. Per tale motivo, anche in caso di fratture mandibolari con assenza di scomposizione riteniamo sia opportuno, in pazienti con indici anamnestici di disfunzione mandibolare positivi, evitare lunghi periodi di blocco.

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