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MINERVA STOMATOLOGICA

Rivista di Odontostomatologia e Chirurgia Maxillo-Facciale


Official Journal of the Italian Society of Odontostomatology and Maxillofacial Surgery
Indexed/Abstracted in: CAB, EMBASE, Index to Dental Literature, PubMed/MEDLINE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Stomatologica 1999 May;48(5):171-80

lingua: Inglese, Italiano

Propulsione mandibolare attiva per un razionale trattamento delle seconde classi scheletriche

Levrini L., Bertolini F., De Lodovici M. L.


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Obiettivo. Obiettivo dello studio è quello di perfezionare gli esercizi di propulsione mandibolare, associati ai dispositivi ortopedici per il trattamento delle seconde classi scheletriche, caratterizzate da ipoplasia mandibolare.
Metodi. Lo studio è stato condotto su 8 pazienti in età evolutiva (età media 10,6 anni ±0,6), sovrapponibili per età e caratteristiche biotipologiche (ipoplasia mandibolare; normodivergenza). È stata valutata bilateralmente l'attività EMG del fascio superficiale del massetere (considerato come propulsore accessorio), a riposo e, in contrazione volontaria, a diversi gradi di propulsione (minima, media e massima), condizione analizzata a differenti tempi di contrazione (iniziale, 5, 10, 30 secondi). Sono stati calcolati il numero dei turns/sec, l'ampiezza media dei potenziali ottenuti durante la registrazione ed il rapporto turns/amplitude.
Risultati. L'analisi dei dati ottenuti suggerisce come il grado di contrazione ottimale nell'esecuzione degli esercizi di protrusione attiva mandibolare risulti essere quello medio limitato nel tempo (10''). Tale risultato è in accordo con la relazione lineare esistente tra la forza esercitata dal muscolo e l'ampiezza dell'EMG, relazione valida solo fino al 60% della forza esercitata, livello sopra il quale si manifesta la fatica muscolare e tale proporzione viene a mancare. Durante la fatica muscolare, ottenuta con contrazione massimale, si osserva un declino graduale dell'attività EMG, per ridotta frequenza di scarica dei motoneuroni.
Conclusioni. Tale dato suggerisce una ridotta utilità della contrazione muscolare protratta a fini rieducativi nelle condizioni di propulsione media e massima. Solo nella propulsione di medio grado, mantenuta per un tempo limitato (10''), si evidenzia una variazione del numero dei turns indicativa di una contrazione attiva e stabile, che si riduce se sostenuta nel tempo.

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