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Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


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Minerva Psichiatrica 2013 Giugno;54(2):173-84

 ARTICOLI ORIGINALI

Il ruolo del Thought Disorder Index nella valutazione del pensiero patologico al Rorschach: aspetti quantitativi e qualitativi

Freilone F., Fratianni B., Caricchi D. I.

Dipartimento di Psicologia dell’Università degli Studi di Torino, Torino, Italia

Il presente lavoro si propone di descrivere i principali aspetti costitutivi e le relative implicazioni nella psicopatologia del Thought Disorder Index (TDI), uno strumento psicodiagnostico costruito da Johnston e Holzman con lo scopo di analizzare in termini quantitativi e qualitativi il pensiero patologico. Vengono presi in esame i 4 differenti livelli di gravità dell’indice (0,25; 0,50; 0,75; 1) cui afferiscono le 23 categorie di siglatura individuate dai due autori con l’obiettivo di cogliere le più importanti forme di verbalizzazione deviante al Rorschach e alla WAIS-R. L’intento di Johnston e Holzman era quello di ottenere un indice “riassuntivo” del pensiero patologico. Tuttavia, è emerso come il TDI non riesca a delineare da un punto di vista quantitativo differenze precise tra i principali disturbi psicotici. Al contrario, dal punto di vista qualitativo, l’indice risulta molto efficace nel distinguere tra schizofrenia, maniacalità, disturbo schizoaffettivo di tipo depressivo e di tipo maniacale: i fattori empirici TDI elaborati dal gruppo di Holzman si sono rilevati utili nell’affinamento di questo tipo di diagnosi differenziale. Infine, dagli studi più recenti risulta che il TDI non solo ha messo in luce come i disturbi del pensiero costituiscano uno degli elementi base della patologia schizofrenica, ma ha anche permesso di confermare l’ipotesi di diversi autori secondo cui alcuni aspetti del pensiero patologico rappresentino un importante indicatore di predisposizione all’insorgenza della schizofrenia.

lingua: Italiano


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