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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


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Minerva Psichiatrica 2011 September;52(3):125-44

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lingua: Inglese

Revisione sul disturbo distimico: trattamento della depressione cronica nell’epoca del DSM-5

Hellerstein D. J.

College of Physicians and Surgeons of Columbia University, Research Psychiatrist, New York State Psychiatric Institute, New York, NY, USA


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Il disturbo distimico, una forma di depressione cronica di basso grado, è stata oggetto di studio negli ultimi tre decenni. Una molteplicità di metodi di ricerca, dalla ricerca epidemiologica ai risultati degli studi psicofarmacologici e psicoterapici, hanno fornito dati in grado di aiutare i medici che trattano i pazienti affetti da disturbo distimico e da altre forme di depressione cronica. Il presente articolo esamina gli studi di ricerca di rilevanza clinica e applica le loro conclusioni alla pratica clinica. La ricerca epidemiologica e gli studi prospettici di follow-up hanno delineato il rischio della depressione cronica non trattata e hanno dimostrato che le diverse tipologie di depressione cronica (comprese ma non limitate al disturbo distimico, alla depressione maggiore cronica, e alla depressione maggiore residua) hanno decorso ed esito simili. Gli studi effettuati sul disturbo distimico, inclusi i risultati degli studi psicofarmacologici e psicoterapici come quelli della ricerca biologica, hanno dimostrato che la cronicità è un esito almeno altrettanto importante quanto la gravità della sezione trasversale. Quindi il DSM-5 Mood Disorders Work Group ha proposto una nuova categoria di Disturbo Depressivo Cronico (DDC) che comprende le varie forme di depressione cronica. Inoltre, la ricerca emergente in neuroscienza sulla neuroplasticità positiva e negativa supporta l’importanza di ottenere una remissione sostenuta e la possibilità di recupero del normale funzionamento psicosociale. Di conseguenza, gli psichiatri hanno oggi una probabilità significativamente maggiore di aiutare i pazienti affetti da disturbo distimico e da altre forme di depressione cronica rispetto a solo 30 anni fa.

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