Home > Riviste > Minerva Psichiatrica > Fascicoli precedenti > Minerva Psichiatrica 2011 Marzo;52(1) > Minerva Psichiatrica 2011 Marzo;52(1):1-10

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
Indexed/Abstracted in: EMBASE, e-psyche, PsycINFO, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 2011 Marzo;52(1):1-10

lingua: Italiano

Efficacia degli antipsicotici atipici in una coorte di 206 pazienti bipolari: studio retrospettivo-osservazionale di cinque anni

Lenzi A. 1, Lazzerini F. 2, Simonetti F. 2

1 Dipartimento di Psichiatria, Neurobiologia, Farmacologia e Biotecnologie, Università di Pisa, 56100 Pisa, Italia
2 Azienda USL 1 Massa e Carrara, Dipartimento di Salute Mentale, Massa Carrara, Italia


PDF  


Obiettivo. La ricorrenza di malattia incide pesantemente sulla vita dei pazienti bipolari. I trials clinici sottolineano l’utilità degli antipsicotici atipici (AA) nella gestione a lungo termine del disturbo bipolare (DB) ma limitazioni come l’elevata selettività del campione potrebbero limitarne l’applicabilità clinica. Recentemente sono stati avviati numerosi studi di effectiveness in modo da poter generalizzare al contesto clinico le prove sperimentali di efficacia. In questo studio abbiamo confrontato l’efficacia di quattro AA nel trattamento a lungo termine del DB.
Metodi. Sono state raccolte informazioni cliniche di pazienti bipolari in terapia con AA, in monoterapia o in combinazione con stabilizzatori dell’umore, seguiti per 5 anni presso il DSM di Massa Carrara. Le misure di outcome sono state il tempo di prosecuzione del trattamento, la sua interruzione per qualsiasi causa ed il numero di ricoveri psichiatrici.
Risultati. Abbiamo registrato i dati di 206 pazienti bipolari (95 di sesso maschile, 111 di sesso femminile) in terapia con clozapina (14), olanzapina (72) quetiapina (23) e risperidone (97). Il 56,9% dei pazienti ha interrotto l’AA di partenza prima di cinque anni (tempo medio di continuazione di 37,3 mesi). Il 51,5% degli AA sono stati impiegati in monoterapia. Circa un quinto dei pazienti ha cambiato trattamento durante i cinque anni. Il gruppo in terapia con olanzapina ha mostrato la minore percentuale di sospensione e quello con clozapina il maggiore numero di ricoveri.
Conclusioni. La lunga durata media e il basso tasso di interruzione di terapia sottolineano l’efficacia degli AA, sia in monoterapia che in associazione con stabilizzanti, nella gestione a lungo termine del DB.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail