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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 2010 December;51(4):263-9

lingua: Inglese

Studio in doppio cieco placebo-controllato sull’uso del bupropione per l’astinenza dal fumo e il miglioramento dei disturbi cognitivi nella schizofrenia

Akbarpour F. 1, Rezaei O. 1, Khodaie-Ardakani M.-R. 1, Sheikhvatan M. 2, Goodarzi H. 2, Dolatshahi B. 1

1 Razi Psychiatric Hospital, University of Social Welfare and Research Sciences, Tehran, Iran
2 Research Department, Tehran Heart Center, Tehran University of Medical Sciences,Tehran, Iran


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Obiettivoo. Sono già state riportate l’efficacia e la tollerabilità del bupropione utilizzato sia come protocollo terapeutico non basato su nicotina per la disassuefazione dal fumo, sia per il miglioramento del deterioramento cognitivo nella schizofrenia. Questo studio valuta l’efficacia e la sicurezza del bupropione per la disassuefazione dal fumo e per il miglioramento delle funzioni cognitive in un campione di pazienti iraniani ospedalizzati affetti da schizofrenia.
Metodi. In uno studio in doppio cieco placebo-controllato, 32 fumatori schizofrenici sono stati randomizzati a ricevere bupropione (n =16) somministrato secondo la dose terapeutica standard (150 mg/die per i primi tre giorni, seguiti da 300 mg/die), o un placebo corrispondente (n =16) somministrato per via orale per un totale di 8 settimane. Le misure di outcome primario erano l’astinenza continua dal fumo (variazione nel numero di sigarette fumate) e la gravità del deterioramento cognitivo valutato in base al test Mini-Mental State Examination (MMSE).
Risultati. Prima di iniziare i protocolli di trattamento, era stata accertata un’astinenza dal fumo simile nei due gruppi (gruppo “bupropione” e gruppo “placebo”); al termine dei trattamenti, l’astinenza dal fumo è risultata maggiore nel gruppo “bupropione” rispetto al gruppo “placebo”. Il punteggio basale medio ottenuto con il test MMSE era simile nei due gruppi, mentre al termine del trattamento i pazienti trattati con bupropione hanno mostrato un punteggio MMSE significativamente più elevato. La gravità del deterioramento cognitivo è risultata significativamente ridotta in seguito alla somministrazione di bupropione. Dopo aggiustamento per età e peso del paziente, stato civile, livello culturale e durata della malattia, è risultato che, nello schizofrenico, la terapia con bupropione è un protocollo terapeutico efficace per il miglioramento dei disturbi cognitivi così come per la disassuefazione dal fumo.
Conclusioni. Come si è osservato nei Paesi occidentali, in fumatori schizofrenici iraniani la terapia con bupropione si è rivelata efficace per aumentare l’astinenza dal fumo e per migliorare il deterioramento cognitivo.

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