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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


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Minerva Psichiatrica 2010 December;51(4):237-45

Copyright © 2010 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Predittori psicobiologici di outcome nel bypass gastrico

Leombruni P., Migliore F., Lavagnino L., Gastaldi F., NicotraB., Ottone L., Fassino S.

Dipartimento di Neuroscienze, Università di Torino, Torino, Italia, Centro Pilota Regionale per i DCA, Azienda Ospedaliero Universitaria, S. Giovanni Battista, Torino, Italia


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Obiettivo. Attualmente la chirurgia bariatrica è il trattamento di scelta per l’obesità, anche se i risultati non sono uguali in tutti i pazienti. Molti fattori non chirurgici e psicologici sembrano influenzare le capacità del paziente di adattarsi alla condizione postoperatoria, anche se tuttora non esistono predittori univoci di outcome. Scopo dello studio è valutare quali variabili preoperatorie nel bypass gastrico (GBP) possono predire l’outcome a due anni.
Metodi. Trentanove pazienti obesi si sono sottoposti a GBP. Ai soggetti è stata somministrata una batteria di test psicometrici, per valutare personalità (Temperament and Character Inventory, TCI) psicopatologia alimentare (Binge Eating Scale, BES; Body Shape Questionnaire, BSQ; Eating Disorder Inventory, EDI-2) e psicopatologia generale (STAXI, Beck Depression Inventory, BDI, Symptom Check-List-90, SCL-90 and SF-36). Il calo ponderale è stato valutato a 3, 6, 12 e 24 mesi. Una perdita del 50% dell’eccesso ponderale (excess weight loss, EWL 50%) è stata impiegata come criterio di successo. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi in base all’outcome ed è stata valutata la presenza di un’associazione significativa tra outcome e variabili preoperatorie.
Risultati. L’84,6% dei pazienti ha raggiunto un soddisfacente calo ponderale. L’indice di massa corporea (BMI) preoperatorio e la persistenza al TCI sembrano essere predittori di esito a due anni, mentre non lo sono le variabili sociodemografiche e la presenza di binge eating.
Conclusioni. Il GBP è efficace per la maggior parte dei pazienti. Malgrado siano necessari studi più lunghi e ampi, la personalità emerge come predittore di esito già a due anni dall’intervento.

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