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MINERVA PSICHIATRICA

Minerva Psichiatrica 2010 Settembre;51(3):135-44

 

    ARTICOLI ORIGINALI

Terapia psicoeducazionale di gruppo nel binge eating disorder

Leombruni P., Ottone L., Lavagnino L., Siccardi S., Nicotra B., Migliore F., Fassino S.

Struttura Complessa Dipartimento Universitario di Psichiatria Centro Pilota Regionale per i Disturbi del Comportamento Alimentare
Azienda Ospedaliero Universitaria , S. Giovanni Battista, Università di Torino, Torino, Italia

Obiettivo. Il lavoro esamina l’efficacia di un programma di terapia psicoeducazionale di gruppo in una popolazione obesa affetta da binge eating disorder (BED), sia full-criteria che sottosoglia (DSM-IV-TR).
Metodi. Lo studio ha coinvolto 297 soggetti, 27 di sesso maschile e 270 di sesso femminile, con un’età media di 46 anni e con BMI di 37,8 kg/m2, che hanno partecipato a un programma picoeducazionale di gruppo di cinque incontri settimanali, 90 minuti ciascuno, guidati da psichiatri, psicologi e dietisti. Gli incontri erano focalizzati sull’inquadramento nosografico del BED, sui metodi per combatterne i sintomi e sul mantenimento di un corretto stile alimentare. Come indicatori di outcome sono stati utilizzati peso e BMI, livelli di depressione, impulsività e rabbia e i principali aspetti psicopatologici associati al disturbo alimentare. I pazienti erano valutati alla presa in carico, a inizio terapia e al suo termine attraverso test psicometrici autosomministrati, comprendenti BES, BDI, EDI-2, STAXI, EDI-SC. Sono stati somministrati, esclusivamente alla prima visita, TCI, SCL-90, BSQ, STAI-X.
Risultati. All’inizio della terapia sono state rilevate correlazioni tra drop-out e impulsività, condizione familiare stabile e lavoro full-time. Alla fine della terapia sono emerse riduzioni significative dell’impulsività alimentare, della psicopatologia alimentare, della rabbia e del suo controllo.
Conclusioni. Dall’analisi del drop-out emerge come l’impulsività sia associata a una minore compliance mentre una condizione sociale più stabile, invece, l’aumenti. Ulteriori studi sarebbero auspicabili al fine di confermare l’efficacia dimostrata dalla psicoeducazione nel BED e chiarirne le eventuali influenze sulla prognosi.

lingua: Inglese


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