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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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REVIEW  VASCULAR DEMENTIA


Minerva Psichiatrica 2010 Marzo;51(1):53-71

lingua: Inglese

Decadimento cognitivo nello scompenso cardiaco: revisione della letteratura e analisi di un campione di anziani di età superiore o uguale a 70 anni

Turvey C. L. 1,2, Johnson F. 1, Beglinger L. J. 1, Schultz S. K. 1, Scovel P. 3, Smith L. 3, Stewart T. 3

1 Department of Psychiatry, University of Iowa, Iowa City, IA, USA
2 Center for Research in the Implementation of Innovative Strategies in Practice, VA Iowa City, VA Health Care System
Iowa City, IA, USA
3 University of Iowa Heart Failure Treatment Center, Iowa City, IA, USA


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Lo scompenso cardiaco (SC) rappresenta una delle patologie croniche maggiormente debilitanti nell’età avanzata. Sebbene la relazione tra SC e funzionalità renale ed epatica sia stata studiata in maniera approfondita, la relazione tra decadimento cognitivo e SC ricevuto minor attenzione. Questo studio propone una revisione di alcuni dei maggiori studi che hanno analizzato questa relazione. Successivamente, vengono riportati dati relativi al rapporto tra decadimento cognitivo e SC in uno studio di comunità di ampie dimensioni su soggetti anziani di età maggiore o uguale a 70 anni. Viene presentata una revisione descrittiva attuale degli studi finora pubblicati sul decadimento cognitivo e SC. I dati sono provenienti dallo studio “Asset and Health Dynamics among the Oldest Old (AHEAD)”, studio di comunità condotto negli Stati Uniti (N=7.023). I soggetti partecipanti hanno fornito informazioni su variabili demografiche, di salute, e funzionali. Essi hanno, inoltre, completato una breve batteria di funzioni cognitive basate sul “Mini-Mental State Exam” e sul “Telephone Interview for Cognitive Status”. I partecipanti troppo debilitati per partecipare potevano designare un intervistatore delegato per completare tutte le valutazioni, eccezion fatta per quelle relative alle misurazioni dell’umore e della performance cognitiva. Tuttavia, essi hanno fornito stime globali della funzione cognitiva dei partecipanti. Vi era una forte associazione tra funzione cognitiva e condizione cardiaca; i soggetti affetti da SC hanno ottenuto risultati peggiori rispetto ai soggetti con altre patologie cardiache e quelli non affetti da patologia cardiaca. In un modello multivariato, l’associazione tra condizione cardiaca e punteggio cognitivo globale sulle misurazioni di performance non era più statisticamente significativa, tuttavia l’associazione rimaneva forte quando le attività di vita quotidiana e le attività lavorative quotidiane costituivano gli outcomes principali. I reporter delegati hanno mostrato che i partecipanti con SC presentavano una maggior compromissione nelle capacità organizzative rispetto agli altri due gruppi di studio, mentre non hanno riportato differenze in termini di funzione mnemonica. Vi è un’associazione tra funzione cognitiva e SC, ma l’associazione non è più evidente quando si controlla per covariate chiave e il campione include soggetti con scompenso cardiaco lieve. Pazienti affetti da una più grave insufficienza cardiaca non sono in grado di completare le misurazioni di performance cognitiva; ciò sta ad indicare che gli studi precedenti hanno sottostimato la gravità del decadimento nelle fasi terminali dello SC. Il decadimento cognitivo nello SC sembrerebbe coinvolgere domini in maniera più ampia di quanto riscontrato nelle demenze comunemente descritte come corticali, come la malattia di Alzheimer.

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