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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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Minerva Psichiatrica 2009 September;50(3):265-75

Copyright © 2009 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Prevenzione dei disordini di ansia: quadro generale e focalizzazione sul disordine post-traumatico da stress

Bienvenu O. J., Gould N. F., Mason S. T., Fauerbach

Department of Psychiatry and Behavioral Sciences, The Johns Hopkins University School of Medicine, Baltimore, MD, USA


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I disordini di ansia sono le condizioni psichiatriche più diffuse nel mondo. Apparenti fattori di rischio sono il sesso femminile, la giovane età, un’anamnesi familiare positiva per disordini di ansia o di depressione, vulnerabilità della personalità (per esempio, elevato nevroticismo, inibizione comportamentale, o ridotta extraversione) e genitori iperprotettivi/ipercritici. Precedenti studi sulla prevenzione non-disordine-specifica avevano impiegato interventi di natura cognitivo-comportamentale in soggetti giovani a diversi livelli di rischio, e i risultati sono promettenti per quanto riguarda almeno gli effetti preventivi a breve termine. L’effetto dell’educazione pubblica e fisica – circa la natura e la responsività al trattamento dei disturbi d’ansia – sui risultati necessita di ulteriori indagini da parte della comunità clinica e scientifica. Alcuni interventi di tipo cognitivo-comportamentale e farmacologico sembrano promettenti nel prevenire il disordine post-traumatico da stress (post-traumatic stress disorder, PTSD) in particolari contesti. In particolare, la terapia cognitivo-comportamentale focalizzata sul trauma si è dimostrata utile nel prevenire PTSD in soggetti affetti da disordine acuto di stress, e nel velocizzare il processo di recupero naturale in soggetti con sintomi da PTSD acuto. Vi sono molti punti ancora oscuri nello stato attuale della conoscenza circa la prevenzione del PTSD con terapia farmacologica; tuttavia, sembra che la somministrazione di benzodiazepine possa essere dannosa, mentre la morfina sarebbe utile in soggetti traumatizzati dal punto di vista fisico; inoltre la somministrazione precoce post-traumatica di propranololo sembrerebbe efficace in soggetti con hyperarousal post-traumatico, e i corticosteroidi avrebbero una loro indicazione nel contesto del trattamento acuto in terapia intensiva (per esempio shock settico e cardiochirurgia). A conoscenza degli autori, nessuno studio finora pubblicato in letteratura ha incluso informazioni circa i fattori di rischio per sviluppare PTSD (al di là dei sintomi acuti) per indicare le situazioni in cui i diversi interventi dovrebbero essere utilizzati; per esempio, questi studi apparentemente non hanno impiegato ulteriori informazioni addizionali per selezionare specificatamente gruppi ad alto rischio per l’intervento terapeutico. Gli autori prendono in considerazione e discutono numerose limitazioni che dovranno essere superate nei prossimi studi.

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