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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
Indexed/Abstracted in: EMBASE, e-psyche, PsycINFO, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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REVIEW  


Minerva Psichiatrica 2008 September;49(3):217-34

lingua: Inglese

Funzione cognitiva e disturbi bipolari

Torrent C., Martinez-Arán A., Daban C., Reinares M., Bonnin C. M., Vieta E.

Clinical Institute of Neuroscience Hospital Clinic IDIBAPS, CIBERSAM University of Barcelona, Barcelona, Spain


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Il peggioramento cognitivo è stato descritto in vari aspetti neuropsicologici durante i disturbi maggiori del tono dell’umore, associati ad episodi acuti del disturbo bipolare così come diversi studi hanno dimostrato che i pazienti che soffrono di disturbo bipolare continuano ad esibire un peggioramento cognitivo dopo a risoluzione dei sintomi legati ai disturbi maggiori del tono dell’umore. Il significato di questi deficit cognitivi è sconosciuto, sebbene sia stato suggerito che essi possono influenzare negativamente i rapporti sociali ed essere almeno in parte responsabili del basso tasso di recupero funzionale tra gli episodi acuti osservato in un’elevata proporzione di pazienti o essere responsabili della scarsa risposta al trattamento. Sebbene il peggioramento neurocognitivo sia stato sempre più documentato nei pazienti eutimici con disturbo bipolare, particolarmente per quanto riguarda l’attenzione, i processi di esecuzione e la memoria dichiarativa, alcuni aspetti neuropsicologici non si sono dimostrati consistenti, alcuni sono stati compromessi da gruppi clinici eterogenei (sono stati combinati diversi sottotipi), dagli effetti dei farmaci, dall’influenza dei sintomi residui a carico del tono dell’umore durante i test e dai diversi metodi di valutazione. E’ importante cercare un consenso sul disegno degli studi neuropsicologici, per facilitare la diagnosi precoce dei deficit, per valutare l’impatto della disfunzione cognitiva sulle attività quotidiane del paziente e per cercare di integrare i futuri approcci terapeutici per il disturbo bipolare che prevedono la riabilitazione neurocognitiva.

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