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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
Indexed/Abstracted in: EMBASE, e-psyche, PsycINFO, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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REVIEW  


Minerva Psichiatrica 2008 March;49(1):81-99

lingua: Italiano

Il trattamento della narcolessia

Didato G., Nobili L.

Centro per la Chirurgia dell’Epilessia e del Parkinson Centro per la Diagnosi e Cura dei Disturbi del Sonno Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano


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La narcolessia è un disturbo del sonno caratterizzato, nella sua forma classica, dalla presenza di eccessiva sonnolenza diurna (excessive daytime sleepiness, EDS) con attacchi di sonno incoercibile, cataplessia, sonno notturno disturbato, allucinazioni ipnagogiche/ipnopompiche e paralisi in sonno. Essa è spesso sottodiagnosticata, ma se la diagnosi viene effettuata adeguatamente i sintomi della malattia possono beneficiare del trattamento farmacologico, grazie alla disponibilità di farmaci mirati, i principali dei quali sono: 1) modafinil, per il trattamento dell’EDS; 2) sodio oxibato, per trattare la cataplessia ma anche l’EDS e il sonno notturno disturbato; 3) antidepressivi triciclici e di nuova generazione, per il trattamento della cataplessia. Le allucinazioni e le paralisi in sonno possono essere trattate con gli stessi farmaci efficaci per la cataplessia. È ormai ridotto l’utilizzo delle amfetamine e degli stimolanti amfetamino-simili. È anche importante e utile adottare delle misure comportamentali. La recente scoperta della carenza di ipocretina nei pazienti narcolettici sembra aprire nuove possibilità terapeutiche sia per la EDS che per la cataplessia. La terapia della narcolessia è, come la malattia stessa, cronica, dunque sintomatica. Tuttavia, un corretto utilizzo dei farmaci disponibili consente ai pazienti di ottenere un miglioramento della qualità della vita, tenendo sotto controllo i sintomi fortemente invalidanti, soprattutto dal punto di vista sociale.

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