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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 2008 March;49(1):29-36

lingua: Italiano

Effetti dell’attività motoria sulla compliance del paziente psichiatrico

Giuliani A. 1, Angelozzi M. 1, Madama M. 1, Valenti M. 2

1 Facoltà di Scienze Motorie Università degli Studi dell’Aquila, L’Aquila
2 Dipartimento di Medicina Interna e Sanità Pubblica Presidenza CdL Scienza e Tecnica dello Sport Università degli Studi dell’Aquila, L’Aquila


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Obiettivo. La patologia psichiatrica è spesso associata a un marcato stile di vita sedentario, che contribuisce in maniera sostanziale al peggioramento delle qualità motorie utili alla gestione indipendente delle attività della vita quotidiana e alla condizione di salute generale, limitando ulteriormente la qualità di vita dei pazienti. Con il presente lavoro si è voluto indagare il ruolo dell’attività motoria sulle capacità di comprensione di compiti motori di base e sull’equilibrio.
Metodi. Il presente lavoro è stato realizzato grazie alla partecipazione di tredici soggetti affetti da disturbi psichiatrici. È stato proposto un protocollo di attività motoria specifico della durata di cinque mesi, preceduto e seguito da una sessione di valutazione funzionale. Sono state valutate le capacità di equilibrio e di comprensione nell’esecuzione di compiti motori selezionati quali l’estensione della gamba e la prensione della mano.
Risultati. Al termine del protocollo di lavoro si è messo in evidenza un’esecuzione del compito motorio di estensione della gamba maggiormente equilibrato tra i due arti. Non si è riscontrata una differenza significativa dei parametri di sway del centro di gravità tra le condizioni di equilibrio con e senza feedback visivo. Nessuna variazione è stata riscontrata nel test di prensione della mano.
Conclusioni. L’attività motoria riveste un ruolo fondamentale nel migliorare la capacità di comprensione del compito motorio da parte del soggetto psichiatrico, ma la programmazione dell’attività fisica deve necessariamente tenere conto delle peculiarità che tale condizione impone e non semplicemente basarsi sulle relazioni fisiologiche che l’attività fisica induce.

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