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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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  DISTURBI DELL’ALIMENTAZIONE


Minerva Psichiatrica 2007 December;48(4):387-96

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Il suicidio nell’anoressia nervosa

Pompili M. 1, 2, Innamorati M. 3, Tatarelli R. 2

1 McLean Hospital, Harvard Medical School Boston, MA, USA 2 Dipartimento di Psichiatria Ospedale Sant’Andrea Università di Roma “La Sapienza”, Roma, Italy 3 Università Europea di Roma, Roma, Italy


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Il suicidio nei pazienti con disturbo dell’alimentazione è un problema sanitario di primo piano anche se sottostimato. Recenti studi hanno evidenziato tra questi pazienti un tasso di comportamenti suicidari maggiore di quello della popolazione generale, anche in culture diverse da quella occidentale. Scopo del presente lavoro è analizzare il suicidio nelle pazienti con anoressia nervosa. Al fine di rilevare i più importanti articoli pubblicati su riviste scientifiche, è stata condotta una ricerca sui principali database per le scienze biopsicologiche (MedLine, PsycInfo ed Embase). Si stima che l’anoressia nervosa affligga lo 0,3% delle giovani donne degli Stati Uniti e dei paesi dell’Europa occidentale e che in tale popolazione clinica il suicidio rappresenti una tra le principali cause di morte, se non la prima. I fattori di rischio per i comportamenti suicidari riconosciuti comprendono la compresenza di condotte di eliminazione e il passaggio dal sottotipo con restrizioni a quello con condotte di eliminazione, un minore indice di massa corporea, la comorbidità con sintomi ossessivi e abuso di sostanze e la presenza di depressione maggiore. Nelle pazienti anoressiche le tendenze distruttive possono anche associarsi a un disturbo pervasivo nell’esperienza della propria immagine corporea. La prevenzione primaria e i programmi di comunità che coinvolgono la scuola sono l’intervento di elezione nel caso dei disturbi dell’alimentazione. I clinici debbono porre particolare attenzione a non focalizzare la loro attenzione solo sui comportamenti alimentari disfunzionali e sul controllo del loro peso perché in tal modo c’è il pericolo di sottostimare o ignorare il rischio di suicidio.

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