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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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Minerva Psichiatrica 2007 September;48(3):347-63

lingua: Italiano

La schizofrenia ad esordio prepuberale: il trattamento farmacologico

Masi G., Pari C., Mucci M.

IRCCS Stella Maris per la Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza Calambrone, Pisa


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La schizofrenia ad esordio prima dei 13 anni è definita very-early-onset schizophrenia (VEOS). Questo disturbo può determinare una grave e progressiva compromissione del funzionamento scolastico, familiare e socialele, con prognosi spesso negativa. Le maggiori difficoltà della diagnosi sono legate anche all’esordio insidioso ed alla frequenza di disturbi dello sviluppo (linguistico, motorio, sociale) nella fase premorbosa. Una diagnosi tempestiva di VEOS può migliorare la prognosi, consentendo trattamenti mirati. Nell’ambito di un intervento multimodale, che includa trattamenti comportamentali, sociali, scolastici e familiari, una farmacoterapia può potenziare significativamente l’efficacia di interventi psicosociali. Purtroppo pochi dati sono disponibili sulla farmacoterapia della schizofrenia in epoca prepuberale. Una ricerca su Medline è stata condotta per valutare criticamente i dati sull’uso di antipsicotici tipici e atipici in bambini con VEOS, con particolare riferimento all’efficacia, tollerabilità, valutando possibili schemi di trattamento utili nella pratica clinica. I dati disponibili suggeriscono che gli antipsicotici atipici sono efficaci sulla sintomatologia acuta della schizofrenia. Le evidenze disponibili indicano che risperidone e olanzapina potrebbero essere farmaci di prima scelta, mentre la clozapina dovrebbe essere limitata alle forme resistenti. È necessaria una maggiore ricerca sui più recenti antipsicotici quetiapina, ziprasidone e aripiprazolo, che potrebbero essere delle promettenti opzioni. La tollerabilità degli antipsicotici in bambini piccoli è un problema ancora aperto, in particolare nei trattamenti a lungo termine. L’aumento di peso da un lato, e l’iperglicemia-ipercolesterolemia dall’altro richiedono un attento monitoraggio. Sono, quindi, necessari sia studi controllati contro placebo, sia studi naturalistici di lunga durata su ampi campioni di pazienti.

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