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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


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Minerva Psichiatrica 2007 June;48(2):169-73

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Sostanze psicoattive e urgenze psichiatriche: screening in un campione di soggetti afferenti a un dipartimento di emergenza e accettazione

Maina G. 1, D’Ambrosio V. 1, Frieri T. 2, Villari V. 2, Bogetto F. 1

1 SCDU Psichiatria 1 Dipartimento di Neuroscienze Università degli Studi di Torino, Torino
2 SCDO Psichiatria 2 ASO San Giovanni Battista di Torino DSM Torino I Sud, Torino


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Obiettivo. Lo scopo dello studio è valutare la rilevanza clinica del fenomeno dell’utilizzo di sostanze psicoattive mediante un’indagine osservazionale condotta con un test campione di screening su un numero limitato di utenti con disturbi mentali afferiti al principale dipartimento di emergenza e accettazione (DEA) di Torino.
Metodi. Il campione in studio è costituito da pazienti di età compresa tra 18 e 35 anni selezionati in forma randomizzata tra i soggetti afferiti presso il DEA dell’ASO San Giovanni di Torino e per i quali era stata richiesta la consulenza psichiatrica in un periodo di tempo di 18 mesi. Per tali pazienti è stato effettuato il dosaggio dei cataboliti urinari delle sostanze psicoattive (oppiacei, cocaina, cannabinoidi, amfetamine, metadone) impiegando la metodica EMIT, dopo adeguata informazione e ottenimento del consenso.
Risultati. Il campione in studio è costituito da 31 pazienti (13 di sesso maschile e 18 di sesso femminile) con età media di 27,4±3,8 anni. Il dosaggio delle sostanze psicoattive nelle urine è stato eseguito in 23 casi (74,2%), è stato rifiutato in 5 casi (16,1%) e in 3 casi (9,7%) il referto non è risultato disponibile. Sono state riscontrate percentuali pari al 26,1% di soggetti positivi ad almeno una sostanza, al 8,6% ad almeno due sostanze e al 73,9% di soggetti negativi allo screening. Il 17,4% dei pazienti è risultato positivo alla cocaina, il 13% ai cannabinoidi, il 4,3% a oppiacei e metadone.
Conclusioni. Dall’analisi dei risultati si evince un’elevata frequenza di uso di sostanze psicoattive, in particolare cocaina, e una tendenza all’uso contemporaneo di più di una sostanza.

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