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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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REVIEW  


Minerva Psichiatrica 2007 Marzo;48(1):87-98

lingua: Italiano

Il panico notturno: una review della letteratura

Bergesio C., Albert U., Chiarle A., Maina G., Bogetto F.

Servizio per i Disturbi Depressivi e d’Ansia Dipartimento di Neuroscienze Università degli Studi di Torino, Torino


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Gli attacchi di panico notturno (PN) sono comuni tra i pazienti con disturbo di panico (DP), ma solo recentemente l’attenzione della ricerca si è focalizzata su questa entità clinica, considerata da alcuni Autori come una variante del DP e da altri come un suo sottotipo specifico. Il PN si caratterizza per la presenza di ricorrenti attacchi di PN, cioè che risvegliano l’individuo durante il sonno. Nella maggior parte dei casi l’attacco di PN si verifica in pazienti affetti da DP (tra il 18% e il 45% dei pazienti con DP presenta attacchi di PN ricorrenti), ma è stato documentato anche tra soggetti affetti da disturbo post-traumatico da stress. Per spiegare le basi psicopatologiche del PN sono stati formulati modelli sia neurobiologici sia cognitivi. Non sembrano emergere differenze significative tra il DP e il PN in termini di caratteristiche epidemiologiche, sociodemografiche, sintomatologiche specifiche e di comorbidità, anche se alcuni Autori ritengono il PN un disturbo di maggiore gravità e durata. La caratteristica che la letteratura è concorde nell’attribuire al PN è la presenza di una reattività emozionale a stati con ridotta vigilanza, fattore che sembra correlare con l’esposizione a eventi traumatici in età infantile, mentre non sono emerse differenze per gli eventi di vita precipitanti l’esordio. Sebbene sia lecito supporre che i pazienti con attacchi notturni non si discostino dai restanti soggetti con DP per risposta alla terapia (farmacologica e psicoterapica), sono auspicabili ulteriori studi per analizzare l’efficacia del trattamento e la prognosi a lungo termine.

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