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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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Minerva Psichiatrica 2007 Marzo;48(1):21-41

lingua: Italiano

Trattamento farmacologico del disturbo borderline di personalità: linee guida e acquisizioni della ricerca

Bellino S., Paradiso E., Fenocchio M., Bogetto F.

Sezione di Psichiatria Dipartimento di Neuroscienze Università degli Studi di Torino, Torino


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Il disturbo borderline di personalità (DBP) é il disturbo di personalità più comune nei setting clinici, causa rilevante compromissione del funzionamento socio-lavorativo e si accompagna ad alti tassi di comportamenti autolesivi e suicidiari. La caratteristica essenziale del DBP é una pervasiva instabilità delle relazioni interpersonali, dell’affettività, dell’immagine di sé e del controllo degli impulsi. La frequente comorbilità con altri disturbi psichiatrici e la necessità di terapie a lungo termine rappresentano una sfida per i clinici che si occupano della gestione clinica dei pazienti borderline. Nonostante la psicoterapia svolga un ruolo fondamentale nella cura del paziente borderline, focalizzandosi sui tratti personologici abnormi e sui modelli disfunzionali di relazione interpersonale, la farmacoterapia é indicata dalle attuali linee guida dell’American Psychiatric Association, per trattare i sintomi di stato durante gli scompensi acuti e le vulnerabilità di tratto. Le strategie terapeutiche per il disturbo borderline di personalità sono mirate ai 3 domini psicopatologici nucleari: instabilità affettiva, discontrollo impulsivo-comportamentale e sintomi cognitivo-percettivi. In particolare, le linee guida indicano l’uso: degli agenti antidepressivi—specificamente, gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (selective serotonin reuptake inhibitors, SSRI) e gli inibitori delle monoamino-ossidasi—e degli stabilizzatori dell’umore per la sregolazione affettiva; di SSRI e stabilizzatori dell’umore per il discontrollo impulsivo-comportamentale; di antipsicotici per i disturbi cognitivo-percettivi. Il presente articolo é una revisione critica dei dati disponibili in letteratura circa l’efficacia e la tollerabilità di antidepressivi, stabilizzatori dell’umore e antipsicotici classici e di seconda generazione nel trattamento del DBP. La revisione include anche recenti studi clinici condotti dagli Autori circa l’uso di nuovi agenti psicotropi in monoterapia (oxcarbazepina, quetiapina) o come terapia aggiuntiva nei pazienti resistenti (aripiprazolo in aggiunta agli SSRI).

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