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ULTIMO FASCICOLOMINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia

Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
Indexed/Abstracted in: EMBASE, e-psyche, PsycINFO, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0374-9320

Online ISSN 1827-1731

 

Minerva Psichiatrica 2006 Settembre;47(3):243-8

 ARTICOLI ORIGINALI

Clinical and pharmacological approaches of status epilepticus in children: personal experience

Franzoni E. 1, Bracceschi R. 1, Colonnelli M. C. 1, Errani A. 1, Ucchino V. 1, Garone C. 1, Sarajlija J. 1, Verrotti A. 2, Gentili A. 3, Pigna A. 3

1 Unit of Child Neuropsychiatry Department of Paediatrics University of Bologna, Bologna, Italy
2 Section of Paediatrics Department of Medicine University of Chieti, Chieti, Italy
3 Intensive Care Unit Department of Paediatrics S. Orsola-Malpighi Hospital Bologna, Italy

Obiettivo. Lo stato epilettico (SE) è un’emergenza neurologica che richiede un trattamento tempestivo, seguito da una terapia più aggressiva. è stata analizzata l’efficacia del protocollo di trattamento dello (SE) nei pazienti pediatrici.
Metodi. é stato condotto uno studio retrospettivo su 29 pazienti (età: 3 mesi-18 anni) affetti da SE, dei quali 16 avevano una precedente diagnosi di epilessia (sintomatica o idiopatica), mentre 13 presentavano lo SE come primo evento epilettico. Il protocollo di trattamento suggerisce un primo trattamento con diazepam per via endovenosa, seguito da un bolo di fentoina in caso di mancata risposta. Tutti i pazienti sono stati attentamente monitorati dal punto di vista dell’attività elettroencefalografia e dei segni vitali, soprattutto per quanto riguarda la depressione respiratoria. Quando i pazienti non hanno risposto al trattamento o hanno sviluppato insufficienza respiratoria, sono stati trasferiti in un’unità di terapia intensiva dove era possibile somministrare farmaci anestetici (propofol o pentotal).
Risultati. Diciasette pazienti sono stati trattati nell’unità di neurologia: 7 (24%) hanno risposto al diazepam per via endovenosa; 10 (35%) hanno richiesto un bolo aggiuntivo di fentoina a dosi variabili tra 15-50 mg/kg/bolo. Per altri 12 pazienti (41%) è stato necessario il ricovero in un’unità di terapia intensiva: 3 a causa di insufficienza respiratoria e 9 per il trattamento con farmaci anestetici.
Conclusioni. Secondo la nostra esperienza, in accordo con i dati della letteratura scientifica, non esiste un gold standard per il trattamento della SE. Circa la metà dei pazienti necessita del supporto di un’unità di terapia intensiva e, di conseguenza, l’approccio migliore resta quello multidisciplinare.

lingua: Italiano


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