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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 2006 September;47(3):231-42

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

Comorbidità psichiatrica nei disturbi da uso di sostanze. Epidemiologia, psicopatologia, screening ed assessment: una revisione narrativa

Scioli R. 1, Restani L. 2, Clerici M. 3, Carrà G. 4

1 Azienda Ospedaliera della Provincia di Pavia 2 Istituto S. Cuore di Gesù Fatebenefratelli San Colombano al Lambro, Milano 3 Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatria - Clinica Psichiatrica Università degli Studi di Milano, Milano 4 Department of Mental Health Sciences Royal Free and University College Medical School, UK


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Obiettivo. Il problema della “Doppia Diagnosi” appare interessare in modo crescente i servizi psichiatrici italiani. Gli studi epidemiologici evidenziano tassi di comorbidità molto elevati, ma assai variabili. Appare indispensabile individuare i principali elementi diagnostici, epidemiologici e di valutazione utili all’implementazione di servizi efficaci per il trattamento della “Doppia Diagnosi”.
Metodi. Una ricerca bibliografica è stata effettuata nei database elettronici Medline e PsychInfo (1970- Luglio 2004).
Risultati. A causa delle difficoltà diagnostiche, è opportuno l’utilizzo di strumenti di valutazione (di screening, per individuare le popolazioni a rischio, e di assessment, per la definizione del funzionamento psicosociale) adeguatamente formulati al fine di facilitare le successive procedure. E’ necessario un approfondito assessment, screening, diagnosi e funzionamento psicosociale per gli utenti dei servizi di salute mentale, sospettati di avere anche un disturbo da uso di sostanze, e per gli utenti dei servizi per le dipendenze sospettati di avere un disturbo mentale. I disturbi di personalità sono di frequente riscontro, specialmente antisociale e borderline, così come i disturbi affettivi, in particolare depressione e disturbo bipolare, che espongono ad elevato rischio suicidario. Inoltre la co-presenza di abuso riguarderebbe dal 47% al 58% dei pazienti psicotici.
Conclusioni. I risultati del trattamento di questi pazienti sembrano dipendere da: a) motivazione del paziente, b) formazione e quantità dello staff nel programma, c) organizzazione del servizio e razionale terapeutico del programma.

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