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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 2006 Marzo;47(1):89-94

lingua: Italiano

Applicazione del modello biopsicosociale per la tipizzazione dei pazienti obesi in cerca di trattamento

Soreca I. 1,2, Di Muro A. 1, Capano G. 1, Ciuoli C. 3, Pacini F. 3, Castrogiovanni P. 1

1 Unità di Psichiatria Dipartimento di Neuroscienze Università degli Studi di Siena, Siena
2 Dottorato in Scienze Neurologiche Applicate Università degli Studi di Siena, Siena
3 Unità Operativa Complessa di Endocrinologia Università degli Studi di Siena, Siena


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Obiettivo. La personalità è un importante background che influenza l’assetto cognitivo, il comportamento e lo stile di vita di un individuo e, pertanto, è un fattore importante nella modulazione del comportamento alimentare. Molti protocolli terapeutici per la riduzione del peso prevedono interventi di tipo cognitivo-comportamentale ed educazionale, ma anche farmacologico, pertanto può essere utile una tipizzazione dei pazienti al fine di scegliere il tipo di intervento più efficace. Lo scopo di questo studio è valutare la personalità e il temperamento in un campione di pazienti obesi in cerca di trattamento, secondo il modello biopsicosociale di Cloninger.
Metodi. Sono stati valutati 61 pazienti obesi afferiti consecutivamente presso l’ambulatorio multidisciplinare per il trattamento dell’obesità e 28 controlli sani.
Risultati. I pazienti obesi, valutati globalmente, hanno riportato, rispetto ai controlli, punteggi significativamente più alti nella dimensione harm avoidance (HA) e significativamente più bassi nelle dimensioni novelty seeking (NS) e self-directedness (SD). La dimensione HA riflette la tendenza all’insicurezza, alla passività, la scarsa esploratività, la tendenza a reagire con ansia e depressione alle situazioni stressanti. Questo tratto temperamentale è stato consistentemente riportato in pazienti affetti da disturbo depressivo maggiore e in pazienti con bulimia e sembra correlato con alterazioni del sistema serotoninergico. Il pattern riscontato nei soggetti obesi, caratterizzato dai tratti di harm avoidance e scarsa esploratività potrebbe costituire un fattore predisponente alla disregolazione emotiva in situazioni o relazioni stressanti, con risposte comportamentali inadeguate, come una condotta alimentare alterata. Secondo il modello di Cloninger, tali aspetti temperamentali sono strettamente correlati a un background biologico, che potrebbe essere predittivo di una maggiore efficacia di risposta a farmaci ad azione serotoninergica e noradrenergica quali la sibutramina e alcuni antidepressivi.
Conclusioni. I risultati dell’indagine confermano sostanzialmente il modello proposto da altri Autori e aprono importanti prospettive sugli aspetti psicobiologici dell’obesità. Tuttavia, alcune limitazioni metodologiche, quali la numerosità del campione e l’esiguo numero di pazienti affetti da binge eating, non consentono di estendere i risultati ottenuti a conclusioni definitive.

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