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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 2005 December;46(4):315-24

lingua: Italiano

Valutazione dei sintomi positivi e negativi nella schizofrenia cronica: uno studio di correlazione tra le scale SANS/SAPS0, PANSS e InSka

Callegari C., Poloni N., Pace V., Baranzini F., Grecchi A., Bortolaso P., Vender S.


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Obiettivo. Lo scopo di questo lavoro era valutare il grado di correlazione statistica di alcuni dei più diffusi strumenti impiegati per la valutazione della sintomatologia positiva e negativa nei pazienti schizofrenici.
Metodi. A tal scopo ci siamo avvalsi delle scale di valutazione PANSS, SAPS/SANS e InSka nelle rispettive versioni italiane. Le scale sono state somministrate, con il metodo dell'intervista congiunta, a 28 pazienti residenti in alcune strutture residenziali della nostra unità operativa con diagnosi di schizofrenia, secondo i criteri del DSM-IV, e con almeno 5 anni di malattia. Abbiamo utilizzato gli score ottenuti dalla somministrazione di ogni scala per giugnere alla definizione delle diagnosi sindromiche seguendo le regole dettate da ogni Autore. Abbiamo, quindi, proceduto al confronto di queste (concordanza diagnosi sindromiche), degli score grezzi di ogni sottoscala (concordanza sottoscale) e delle sottoscale per la valutazione della correlazione di costrutto per PANSS e SAPS/SANS.
Risultati. E' stata trovata una sostanziale correlazione positiva tra gli strumenti utilizzati, in particolare più elevata per le diagnosi di sindrome negativa (ro di Spearman 0,503; P<0,01) e per la correlazione tra le sottoscale che valutano i sintomi negativi (r di Pearson 0,668; P<0,01). Statisticamente significativa è risultata la correlazione trovata tra 2 strumenti concettualmente molto distanti come la scala per la valutazione della sindrome di apatia e la scala di valutazione della psicopatologia generale inserita nella PANSS (r di Pearson 0,689; P<0,01).
Conclusioni. I risultati, anche se basati su un esiguo numero campionario, sembrano nella sostanza confortare l'ipotesi di ricerca e confermare quanto noto in letteratura. Anche dalla nostra esperienza emergono dati che ci permettono di affermare la validità del supporto fornito da questi strumenti tanto nella ricerca quanto nella pratica clinica.

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