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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
Indexed/Abstracted in: EMBASE, e-psyche, PsycINFO, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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REVIEW  


Minerva Psichiatrica 2005 Dicembre;46(4):301-14

lingua: Italiano

Effetti oftalmologici indesiderati dei farmaci antidepressivi, ansiolitici e stabilizzatori del tono dell'umore

Fornaro P., Venuti S., Fornaro M., Sartore F., Gabrielli


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Dei vari effetti indesiderati dei farmaci antidepressivi, ansiolitici, antimaniacali e stabilizzatori del tono dell'umore comunemente impiegati in psichiatria, quelli a carico dell'occhio e della funzione visiva sono stati spess trascurati e sono largamente ignorati. Nel presente lavoro vengono presi in esame i princiapli dati della letteratura sull'argomento nell'intento di richiamare l'attenzione dei clinici sulla necessità di una più ampia e approfondita conoscenza di tali manifestazioni che risulta indispensabile ai fini di un corretto e razionale impiego di farmaci di diffuso e, in genere, protratto utilizzo clinico. L'accento viene posto in particolare su alcune poco note e non sempre rare complicanze di comuni manifestazioni quali la midriasi e la cicloplegia indotte dagli antidepressivi triciclici che possono precipitare l'insorgenza di glaucoma acuto ed esporre al rischio di danni oculari irreversibili e gravi, fino alla cecità, sugli svariati effetti indesiderati dei sali di litio, spesso indicativi di uno stato di neurotossicità provocata da tali sostanze, su quelli della carbamazepina e, soprattutto, su quelli indotti dal topimarato, anticonvulsivante di crescente impiego in ambito psichiatrico per la sua efficacia terapeutica nel trattamento del disturbo bipolare e per la sua capacità di provocare una riduzione del peso corporeo. La gravità degli effetti oculari indesiderati di tali farmaci non solo spesso è tale da compromettere facilmente la compliance, ma anche da comportare rischi di varia natura per i quali si impone, nella maggior parte dei casi, una stretta collaborazione con l'oculista e un attento monitoraggio delle condizioni oftalmologiche del paziente.

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