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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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Minerva Psichiatrica 2005 June;46(2):99-104

lingua: Italiano

Antidepressivi e incremento ponderale: un problema emergente

Soreca I., Dell'Erba A., Castrogiovanni P.


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L'incremento ponderale è un effetto collaterale comune a molti antidepressivi, sia nella fase acuta che nei trattamenti a lungo termine. Se l'effetto sul peso dei triciclici e degli inibitori delle monoaminossidasi era già noto da tempo, anche gli inibitori selettivi del reuptake della serotonina (selective serotonin reuptake inhibitor, SSRI) non sono del tutto neutri sul peso corporeo. Fra i TCA, il più incline a determinare aumento di peso sembra essere l'amitriptilina, mentre imipramina, clomipramina e desimipramina sembrano avere un effetto meno pronunciato. I SSRI hanno complessivamente un potenziale molto inferiore, rispetto a I-MAO e TCA, di determinare aumento di peso, segnalato più frequentemente per la paroxetina. Fra gli antidepressivi di ultima generazione la mirtazapina è il principio attivo più incisivo sull'incremento ponderale, la venlafaxina e il nefazodone sembrano avere un effetto relativamente neutro sul peso. I meccanismi implicati nel determinare questo effetto collaterale comprendono l'azione sulla trasmissione serotoninergica e catecolaminergica, ma anche su neuropeptidi e ormoni di più recente acquisizione, come NPY, leptina, la grelina e le citochine come il TNF-alfa.

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