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ULTIMO FASCICOLOMINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia

Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
Indexed/Abstracted in: EMBASE, e-psyche, PsycINFO, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0374-9320

Online ISSN 1827-1731

 

Minerva Psichiatrica 2004 Dicembre;45(4):155-66

 ARTICOLI ORIGINALI

Consenso rilevato in un campione di operatori sull'utilità di valutazioni ''multiassiali'' e ''multimodali'' nella psicoterapia per l'adolescente

Finicelli C.

Obiettivo. Scopo di questo studio è stato rilevare il consenso esistente sull'utilità, ai fini della pianificazione di una psicoterapia a misura degli adolescenti nel servizio sanitario pubblico, della valutazione di variabili molteplici, individuali e relative al contesto familiare/istituzionale, sull'utilità, inoltre, di valutazioni multimodali del processo psicoterapico.
Metodi. È stato, a tale proposito, distribuito a 61 operatori un questionario contenente affermazioni su variabili raggruppate in assi diversi, con la richiesta di indicare il proprio livello di consenso tra 4 diversi gradi d'accordo (molto, abbastanza, poco, per nulla). È stata poi esaminata la distribuzione percentuale delle risposte date alle singole variabili dall'intero campione e da 3 sottogruppi, derivati dalla suddivisione degli operatori in classi d'età. I dati sono stati inoltre sottoposti a test statistici (t-test di Student, ANOVA).
Risultati. Il grado di consenso più elevato è risultato meno diffuso su variabili quali la diagnosi clinica (49,2%) e il livello d'organizzazione della personalità (59%) rispetto alla collaborazione dell'adolescente (88,5%), confermando la discordanza di opinioni esistente in letteratura. Circa il contesto familiare l'utilità della valutazione delle relazioni familiari (80,3%) è risultata maggiormente condivisa della collaborazione dei genitori al trattamento (67,2%).
Circa il processo psicoterapico è stato rilevato un più limitato consenso sull'utilità di valutazioni effettuate da un giudice esterno (24,6%) rispetto a quelle effettuate dal paziente (65,5%) o dal terapeuta (62,3%).
Conclusioni. Lo studio evidenzia l'esigenza di ulteriori confronti sulle variabili da considerare ai fini della pianificazione di interventi psicoterapici e l'esigenza, nelle valutazioni di processo, di favorire il consenso degli operatori sull'utilità di un vertice osservativo esterno alla coppia terapeutica.

lingua: Italiano


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