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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 2001 March;42(1):19-32

lingua: Italiano

Studio quantitativo per una definizione operativa di «interpretazione» nelle psicoterapie psicoanalitiche

Mangini E., Onofri F., Piovan C., Dello Buono M., Caon F.


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Obiettivo. Gli Autori presentano la seconda parte di una ricerca il cui obbiettivo è formulare una definizione operativa del concetto di interpretazione nelle psicoterapie psicoanalitiche che possa essere utilizzata nella verifica empirica del processo psicoterapeutico. In questa fase della ricerca il concetto di «operatività» viene puntualizzato e valutato secondo i criteri di attendibilità e validità di costrutto, così come intesi nell'ambito della ricerca empirica in psicoterapia.
Metodi. Sono stati sottoposti a 22 giudici indipendenti, divisi in tre gruppi in base al loro livello di esperienza clinica, 20 brani estratti dalle trascrizioni integrali di sedute audioregistrate di psicoterapia psicoanalitica breve. È stato chiesto ai giudici di individuare le interpretazioni e di distinguerle, siglandole con le lettere A-B-C, in tre categorie (A: interpretazione semplice; B: interpretazione di transfert; C: interpretazione di transfert centrata sulla separazione), basandosi sulle definizioni elaborate da un gruppo di supervisione. I risultati sono stati analizzati in quattro differenti steps: 1) analisi della concordanza dei giudici secondo il coefficiente di concordanza K; 2) analisi della varianza ad effetti casuali per verificare la stabilità dei fattori principali considerati nella ricerca (tipo di siglatura e gruppo di giudici); 3) analisi della devianza secondo un modello log-lineare per stabilire il peso da attribuire a tre distinti fattori (tipo di siglatura, gruppo di giudici e item) e alle loro interazioni; 4) analisi qualitativa basata sulla valutazione comparativa delle siglature dei giudici e del gruppo di supervisione in relazione al contenuto degli interventi siglati.
Risultati. L'applicazione di metodi statistici parametrici e non parametrici ha evidenziato l'esistenza di una concordanza altamente significativa tra i giudici, confermando i risultati dello studio precedente. In particolare, l'analisi della varianza e della devianza secondo il modello log-lineare hanno mostrato, da un lato come i fattori principali considerati (tipo di siglatura e giudici) siano stabili, dall'altro come il 90% della variabilità sia attribuibile all'interazione tra i fattori siglatura e item, confermando in questo modo la corretta impostazione dello studio. Anche in questa ricerca, come nello studio pilota precedente, i giudici hanno mostrato di riconoscere in misura diversa le tre categorie di interpretazione loro proposte e di utilizzare le definizioni in modo diverso da quanto fatto dal gruppo di supervisione. L'esperienza clinica, infine, non sembra avere influito sullo svolgimento del compito di siglatura, che risulta molto simile nei tre gruppi di giudici.
Conclusioni. I risultati sembrano confermare che le definizioni proposte ai giudici possiedano un buon livello di operatività. Tuttavia, se dal punto di vista della attendibilità si può dire che esse abbiano raggiunto un livello soddisfacente, per quanto riguarda la validità di costrutto le definizioni potrebbero essere ulteriormente migliorate se si riuscisse ad isolare ulteriori fattori di variabilità finora non controllati dal disegno di ricerca.

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