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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
Indexed/Abstracted in: EMBASE, e-psyche, PsycINFO, Scopus, Emerging Sources Citation Index


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Minerva Psichiatrica 2000 June;41(2):125-34

lingua: Italiano

Ipotesi sulla maggior incidenza nel sesso femminile dei disturbi del comportamento alimentare

Bollea E., Coccanari M. A., Mansi G.


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Abbiamo analizzato le diverse interpretazioni, socioculturali, etniche, femministe, psicodinamiche per cercare di comprendere perché i disturbi del comportamento alimentare siano maggiormente frequenti nelle donne. Questa caratteristica, costante nel tempo, infatti sembra rappresentare il nucleo centrale della comprensione del significato di tali disturbi. Un filo conduttore può essere rintracciato nelle varie teorie che abbiamo analizzato. L'ambivalenza che caratterizza lo sviluppo fisico delle bambine, sembra influire precocemente sulla designazione del corpo quale area legittima e prevalente di espressione femminile. Maggiori problemi incontrati dalla bambina durante lo sviluppo, poiché la sua primaria figura di accudimento è del suo medesimo sesso, e il possibile uso narcisistico materno, sono fattori, tra altri, che rendono complessa la costruzione della identità femminile. La ragazza è per questo maggiormente predisposta rispetto al coetaneo maschio, a ricercare attraverso il sintomo alimentare, una propria definizione e identità. Specifici problemi nello sviluppo psicosessuale delle bambine spiegano la maggior frequenza di tali disturbi nelle donne. Abbiamo proposto una integrazione di differenti teorie nel tentativo di individuare nelle sue molteplici sfaccettature, il nucleo centrale dell'anoressia e della bulimia, disturbi notoriamente eterogenei e multideterminati.

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