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MINERVA PSICHIATRICA

Rivista di Psichiatria, Psicologia e Psicofarmacologia


Official Journal of the Italian Society of Social Psychiatry
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Psichiatrica 1999 Marzo;40(1):1

lingua: Italiano

Trattamento psicofarmacologico della Burning Mouth Syndrome (BMS) (Studio su di un campione di 121 pazienti)

Bogetto F., Bonatto Revello R., Ferro G., Maina G., Ravizza L.


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Introduzione. La burning mouth syndrome (la «sindrome della bocca che brucia», BMS) è una condizione clinica caratterizzata da bruciore e/o dolore in una bocca con mucosa non alterata.
La letteratura indica una notevole associazione tra questo disturbo e alcuni elementi psicopatologici, in particolare depressione e ansia. Numerosi Autori sostengono un'ipotesi eziopatogenetica di tipo psichico, accanto a quelle più tradizionalmente somatiche.
Poche ricerche hanno preso in esame il trattamento psicofarmacologico della BMS, pur riportando che i psicofarmaci danno buoni risultati sulla BMS.
Lo scopo del nostro studio è di verificare l'efficacia e la tollerabilità di alcuni trattamenti psicofarmacologici in un gruppo di pazienti BMS.
Metodi. Il campione BMS (121 pazienti) è stato suddiviso secondo criterio random in 5 sottogruppi, ciascuno trattato in condizione di studio aperto con un diverso farmaco (paroxetina, amitriptilina, clordemetildiazepam, amisulpride, placebo).
Il campione è stato valutato a T0 (baseline), T1 (4 settimane), T2 (8 settimane) tramite: intervista clinica semistrutturata, volta ad indagare anche le caratteristiche cliniche della BMS; HARS per valutare i sintomi ansiosi, MADRS per i sintomi depressivi, CGI I per quelli della BMS.
È stata condotta un'analisi statistica delle variazioni dei punteggi alle scale di valutazione, indotte dai vari trattamenti, tenendo conto del numero di drop-out registrati a ciascun tempo di valutazione per ogni farmaco utilizzato.
Risultati e conclusioni. Dai risultati si evince, oltre ad un'elevata comorbidità con i disturbi dell'umore e d'ansia, l'efficacia dei trattamenti psicofarmacologici utilizzati, nel migliorare la sintomatologia ansiosa, quella depressiva ed i sintomi BMS. Negli ultimi due casi la significatività statistica è stata raggiunta solo dall'amisulpride a testimoniare un'efficacia superiore di questo farmaco nella BMS.

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