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MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
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ARTICOLI ORIGINALI  


Minerva Pneumologica 2008 September;47(3):121-5

lingua: Inglese

Può il lavoro meccanico della respirazione implicare un sostanziale effetto termogenico per l’organismo? Un calcolo teorico

Rubini A. 1, Del Monte D. 2, Catena V. 3

1 Section of Physiology Department of Human Anatomy and Physiology University of Padua, Italy
2 Intensive Care Unit, ASL 15 Camposampiero Hospital, Padua, Italy
3 Intensive Care Unit, ASL 3 Bassano del Grappa Hospital, Vicenza, Italy


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Obiettivo. Il lavoro meccanico della ventilazione implica una produzione di calore ed un conseguente effetto termogenico sull’organismo. Tuttavia, questo è molto difficile da misurare direttamente e per questa ragione non è stato mai precedentemente stimato o quantificato.
Metodi. In base a dati precedentemente pubblicati riguardanti il consumo di ossigeno nella respirazione e la meccanica ventilatoria, gli autori hanno calcolato l’effetto termogenico del lavoro meccanico della ventilazione in varie condizioni, inclusi i diversi valori di ventilazione polmonare durante il respiro spontaneo in soggetti normali, durante la ventilazione meccanica in soggetti normali ed in presenza di pneumopatie come la Adult Respiratory Distress Syndrome (ARDS) o la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). I calcoli sono stati eseguiti sulla base del presupposto teorico che tutti gli atti respiratori trasformano energia in calore al termine del ciclo respiratorio, vista l’assenza di accumulo di energia potenziale.
Risultati. I calcoli indicano che la produzione di calore derivata dalla respirazione è calcolabile ma troppo bassa per modificare in modo significativo il bilancio termico corporeo in tutte le condizioni considerate, sia durante la respirazione spontanea che artificiale.
Conclusioni. La produzione di calore risulta in genere molto bassa rispetto alla termogenesi complessiva. Pertanto, essa non dovrebbe essere considerata come una possibile causa di ipertermia anche durante la ventilazione meccanica di pazienti con patologia.

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