Home > Riviste > Minerva Pneumologica > Fascicoli precedenti > Minerva Pneumologica 2007 December;46(4) > Minerva Pneumologica 2007 December;46(4):243-59

ULTIMO FASCICOLO
 

ARTICLE TOOLS

Estratti

MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus, Emerging Sources Citation Index


eTOC

 

REVIEW  


Minerva Pneumologica 2007 December;46(4):243-59

Copyright © 2007 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Inglese

Il trattamento di prima scelta del carcinoma del polmone non a piccole cellule

Toschi L. 1-2, Finocchiaro G. 1, Cappuzzo F. 1

1 Division of Oncology-Hematology Istituto Clinico Humanitas IRCCS Rozzano, Milan, Italy 2 Dana Farber Cancer Institute Medical Oncology, Boston, MA, USA


PDF  


L’attuale standard terapeutico per i pazienti in buone condizioni generali affetti da carcinoma polmonare non a piccole cellule in fase avanzata rimane la chemioterapia con due farmaci che include il cisplatino. Tale terapia ha dimostrato, rispetto alla terapia di supporto, di aumentare in modo lieve, ma statisticamente significativo la sopravvivenza dei pazienti. Nel corso degli ultimi 10 anni, nuovi chemioterapici sono stati introdotti nella pratica clinica. Tali farmaci, come il pemetrexed, la gemcitabina, la vinorelbina o i taxani, hanno consentito di ottenere un ulteriore miglioramento in termini di sopravvivenza rispetto a regimi di prima generazione. Studi di confronto, condotti al fine di identificare il miglior regime chemioterapico, hanno mostrato una sostanziale equivalenza delle nuove associazioni con differenze relative solo ai costi e al profilo di tossicità. Le combinazioni con due farmaci sono risultate più efficaci della monochemioterapia, mentre studi di confronto con regimi a tre farmaci hanno dimostrato come regimi più complessi producano gli stessi risultati in termini di efficacia, ma siano considerevolmente più tossici e costosi e quindi non raccomandabili nella pratica clinica. Al fine di ridurre i rischi legati all’uso del cisplatino, sono stati valutati dei regimi che includano analoghi del platino, come il carboplatino, o associazioni di chemioterapici di ultima generazione che non includano il platino. Tali regimi hanno prodotto risultati simili in termini di sopravvivenza e possono essere considerati in alternativa a regimi con il cisplatino in quei pazienti in cui tale farmaco è controindicato. La monochemioterapia rappresenta il trattamento di prima linea per il paziente anziano con malattia avanzata, anche se regimi più aggressivi includenti il platino possono essere considerati in casi selezionati. Dati recenti indicano che in pazienti selezionati, sulla base di particolari criteri clinici o biologici, taluni farmaci a bersaglio molecolare come il bevacizumab o il cetuximab, aggiunti a una chemioterapia standard, siano in grado di prolungare ulteriormente la sopravvivenza dei pazienti rispetto alla chemioterapia da sola. Un ulteriore miglioramento dei risultati potrebbe essere ottenuto grazie alla farmacogenomica. La messa a punto di strategie di trattamento personalizzate in base alle caratteristiche biologiche della malattia consentirà di identificare e quindi trattare con uno specifico farmaco solo quei pazienti potenzialmente sensibili, ottimizzando la risposta al trattamento e risparmiando inutili effetti collaterali a pazienti refrattari a quella data terapia.

inizio pagina

Publication History

Per citare questo articolo

Corresponding author e-mail