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MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
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Minerva Pneumologica 2006 Dicembre;45(4):221-8

lingua: Inglese

Detraining e funzionalità polmonare nelle nuotatrici adolescenti

Sambanis M., Noussios G., Sambanis A., Kalogero-poulos I.

Department of Physical Education and Sport Sciences at Serres, Aristotle University of Thessaloniki, Greece


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Obiettivo. L’obiettivo dello studio è stato di esaminare se il detraining per due mesi potesse avere un effetto sulla funzionalità polmonare e sulla performance delle nuotatrici adolescenti.
Metodi. A questo studio hanno partecipato 38 nuotatrici (età compresa tra 12 e 14 anni), che sono state suddivise in tre gruppi sulla base della compilazione di un questionario speciale. Durante il detraining le nuotatrici del gruppo A (n = 15) hanno svolto diverse attività atletiche di intensità moderata 5-6 volte alla settimana. Il gruppo B (n = 13) ha svolto le stesse attività atletiche di intensità moderata ma 2-3 volte alla settimana. Le nuotatrici del gruppo C (n = 10) non hanno svolto alcuna attività atletica. Tutte le nuotatrici sono state sottoposte a spirometria di controllo con un Pony Graphic Spirometer sia all’inizio che alla fine del periodo di detraining. Durante le spirometrie sono stati valutati i seguenti parametri: VC, FVC, FEV1, FEV1/FVC, PEF e FEF 25-75. Inoltre, tutte le nuotatrici sono state sottoposte ad un test in piscina nuotando i 50 e i 200 m a stile libero all’inizio e al termine del periodo di detraining.
Risultati. I dati ottenuti hanno evidenziato una diminuzione dei tassi dei parametri respiratori. La diminuzione osservata dei parametri respiratori, specialmente nelle nuotatrici del gruppo C, si è accompagnata ad una lieve diminuzione della performance sui 50 m e ad una maggiore sui 200 m stile libero.
Conclusioni. In conclusione, le diminuzioni dei tassi dei parametri respiratori, avvenuta durante i due mesi di detraining hanno avuto senza dubbio un effetto negativo sulla performance delle nuotatrici. Questo effetto negativo è evidentemente maggiore negli eventi sportivi che richiedono una percentuale maggiore di partecipazione del sistema energetico aerobico.

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