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MINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio


Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
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Minerva Pneumologica 2006 September;45(3):153-9

Copyright © 2006 EDIZIONI MINERVA MEDICA

lingua: Italiano

L’asma bronchiale allergico e la nuova terapia immunologica con anticorpi monoclonali anti-IgE (Omalizumab)

D’Amato G.

Divisione di Malattie Respiratorie e Allergiche Dipartimento di Malattie Respiratorie Azienda Ospedaliera ad Alta Specialità
di Rilievo Nazionale A. Cardarelli, Napoli


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Dal momento che le IgE sono gli anticorpi coinvolti nelle reazioni allergiche, che costituiscono il substrato patogenetico dell’asma atopico, è ragionevole pensare alle IgE e alla loro sintesi come a un bersaglio terapeutico ottimale per il trattamento dell’asma allergico, soprattutto quello grave. In tale ottica, un nuovo approccio per la terapia dell’asma a substrato IgE mediato è costituito dalle anti-IgE (Omalizumab), anticorpi monoclonali murini umanizzati che, somministrati per via sottocutanea, vanno a fissarsi alle IgE circolanti, impedendone il legame ai recettori ad alta e a bassa affinità presenti sulle cellule infiammatorie, quali mastociti, basofili, ecc. Ne consegue che non si determina né la degranulazione mastocitaria con la liberazione di mediatori chimici già sintetizzati, come l’istamina, né la sintesi di nuovi mediatori chimici (cisteinil-leucotrieni, prostaglandine, ecc.) e la conseguente cascata di eventi, che determinano il substrato infiammatorio dell’asma. I microcomplessi immuni che ne risultano, costituiti dalle IgE legate alle anti-IgE monoclonali, vengono, poi, captati ed eliminati dal sistema reticolo-istiocitario. È stato osservato anche che omalizumab riduce la reattività cutanea verso gli allergeni sensibilizzanti, riduce le risposte infiammatorie bronchiali precoci e tardive verso gli aeroallergeni, migliora la qualità di vita dei soggetti asmatici e riduce il rischio di mortalità per asma. Si ritiene, infatti, che la severità dell’asma sia collegata con la concentrazione dei recettori per IgE ad alta affinità e questa concentrazione viene, appunto, ridotta dall’omalizumab.

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