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ULTIMO FASCICOLOMINERVA PNEUMOLOGICA

Rivista sulle Malattie dell’Apparato Respiratorio

Official Journal of the Italian Society of Thoracic Endoscopy
Indexed/Abstracted in: EMBASE, Scopus

Periodicità: Trimestrale

ISSN 0026-4954

Online ISSN 1827-1723

 

Minerva Pneumologica 2006 Giugno;45(2):105-9

 ARTICOLI ORIGINALI

Indagine microbiologica di campioni di lavaggio broncoalveolare provenienti da pazienti in terapia intensiva

Lambiase A., Del Pezzo M., Rossano F.

Dipartimento di Biologia e Patologia Cellulare e Molecolare Luigi Califano Facoltà di Medicina e Chirurgia Università degli Studi di Napoli Federico II, Napoli

Obiettivo. Lo scopo di questo studio era determinare la prevalenza di isolamenti di batteri Gram-negativi e Gram-positivi da campioni di lavaggio broncoalveolare (LBA) di pazienti ricoverati presso l’Unità di Terapia Intensiva di un ospedale universitario dell’Italia meridionale e valutare lo spettro di chemioresistenza di questi micro-organismi.
Metodi. Ventiquattro pazienti ricoverati presso questa Unità sono stati arruolati nello studio per 2 anni (gennaio 2003-dicembre 2004). I campioni sono stati processati per esami microscopici e colturali. Per l’identificazione e il test di chemiosuscettibilità è stato utilizzato il sistema automatico Vitek (BioMérieux, Francia).
Risultati. Nel periodo di studio considerato, Pseudomonas aeruginosa è stato il micro-organismo più frequentemente isolato (42%). Isolati di Staphylococcus aureus (17%) e di Stenotrophomonas maltophilia (8,5%) sono stati anche molto frequenti. Gli antibiotici beta-lattamici sono poco efficaci per i batteri Gram-negativi (60% degli isolati di Pseudomonas aeruginosa e 66% di quelli di Stenotrophomonas maltophilia sono resistenti al ceftazidime); inoltre gli aminoglucosidi (con l’eccezione per amikacina) e i chinoloni sono scarsamente efficaci. Per i batteri Gram-positivi, i beta-lattamici e chinoloni non sono efficaci.
Conclusioni. Questi dati possono avere importanti implicazioni per stabilire misure di controllo d’infezione e una continua sorveglianza è richiesta per prevenire eventuali diffusioni di questi isolati particolarmente resistenti.


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